Unica erede rimasta in vita del terzo conte di Cumberland George Clifford, una delle nobildonne più note dell’epoca Stuart, Anne Clifford fu una ricca ereditiera e patrona delle arti. Nota con l’appellativo di Lady Anne, nacque il 30 gennaio 1590 a Skipton Castle, nello Yorkshire, una delle molte dimore possedute dalla sua famiglia; sua madre, Lady Margaret Russell, era la figlia del secondo conte di Bedford, Francis Russell.
Pur essendo la terza nata dopo due fratelli, Anne rimase ben presto figlia unica quando entrambi i suoi fratelli maggiori morirono in tenera età. La perdita di due figli maschi non solo rovinò il matrimonio tra il conte e la contessa, ma mise in pericolo i beni di famiglia. Anne avrebbe avuto il diritto di ereditare, perché secondo la legge le proprietà dovevano passare direttamente ai figli propri, indipendentemente dal fatto che fossero maschi o femmine, ma il conte Clifford decise di designare quale suo erede il proprio fratello Francis e i suoi futuri eredi. Questa scelta avrebbe segnato per sempre la vita di Lady Anne, che avrebbe trascorso anni in battaglie legali contro lo zio e il cugino per riprendere possesso della propria eredità.
Lotte ed eredità
Dalla morte dei figli maschi, i coniugi Clifford vissero per la maggior parte del tempo separati; il conte godeva di un buon favore a corte, mentre la moglie viveva per lo più nelle dimore di famiglia, prendendosi carico dell’educazione della figlia. Anne crebbe in un ambiente tutto al femminile, dominato dalla madre, ma ricevette una buona istruzione dal poeta e storico Samuel Daniel. Imparò tutto quello che una nobildonna doveva saper fare: danzare, suonare, recitare nelle masque. Nonostante la posizione di suo padre a corte, Lady Anne non entrò mai nel seguito della regina Elisabetta I né divenne dama di compagnia; frequentò la corte solo saltuariamente, dove strinse un legame soprattutto con Anna di Danimarca, moglie di Giacomo di Scozia, che avrebbe poi accompagnato a Bath nel 1613.
La situazione cambiò nel 1605, quando il 30 ottobre il conte suo padre morì, lasciando come previsto i beni al fratello. Anne ereditò però in automatico il titolo di baronessa di Clifford, e dal testamento del padre ottenne un lascito di 15.000 sterline. All’epoca Anne era appena quindicenne, ma spalleggiata dalla madre si rivolse al re sul trono, Giacomo I, per ottenere l’eredità secondo la legge; il re, però, proprio adducendo alla sua giovane età, riconobbe l’eredità allo zio Francis. Tuttavia, Anne non abbandonò le sue rivendicazioni, che sarebbero durate per anni, e ottenne l’appoggio simbolico di Anna di Danimarca (ora salita sul trono al fianco del marito Giacomo I) che la convinse a non accettare eventuali accordi proposti dal re.
Matrimoni e arti
Nel 1609 Anne si sposò con Richard Sackville, terzo conte di Dorset, da cui ebbe cinque figli: tre maschi, che però morirono tutti in tenera età, e due femmine, Margaret e Isabella, che invece sopravvissero e sposarono a loro volta dei nobiluomini. Sarebbe stata infine Margaret, con i figli avuti dal marito John Tufton, secondo conte di Thanet, a ereditare i beni e il titolo dei Clifford. Richard Sackville morì però nel 1624 e Anne si sposò in seconde nozze con Philip Herbert, quarto conte di Pembroke e primo conte di Montgomery, rimasto vedovo della prima moglie. In entrambi i casi, pare che i matrimoni non furono felici; alcune fonti identificano la causa nel carattere di Anne, troppo testardo; altre accusano il primo marito di molte infedeltà, e il secondo di non aver sostenuto la rivendicazione di Anne alla propria eredità.
Fu solo nel 1643 che la questione dell’eredità si risolse spontaneamente, perché suo cugino Henry Clifford, quinto conte di Cumberland, morì senza eredi, cosicché tutti i beni dei Clifford tornarono legalmente a lei. Da quel momento la baronessa Anne si dedicò al restauro dei castelli di cui era entrata in possesso e al patrocinio delle arti: un interesse che coltivava in realtà da anni e che l’aveva portata a dedicarsi lei per prima alla scrittura. Molti artisti contemporanei la stimavano e ammiravano per la sua capacità di parlare di diversi argomenti, e il poeta John Donne lodò la sua scrittura (nel 1923, i diari di Anne Clifford sarebbero stati pubblicati da una casa editrice londinese). Nel 1656 Anne fece erigere un monumento, il Pilastro della Contessa, in onore della madre; ogni anno, il 2 aprile, presso il Pilastro avrebbe distribuito denaro ai poveri.
Gli ultimi anni furono duri: nonostante la sua strenua difese, Anne perse i suoi possedimenti nel corso della guerra civile (1642-1651) per essersi schierata a fianco della Corona; li avrebbe recuperati alla fine del conflitto, fortemente danneggiati, per cui si dedicò al loro restauro; nel 1650 il secondo marito morì, lasciandola con il titolo di Contessa vedova di Dorset, Pembroke e Montgomery; nel corso degli anni Sessanta affrontò gravi problemi con gli affittuari che non pagavano le proprie quote, costringendola a ricorrere alle vie legali per recuperare i propri crediti. Questo però dimostrava quanto potere poteva esercitare: era una proprietaria terriera a tutti gli effetti, in grado di decidere per sé stessa e di mantenersi autonomamente, e gli ultimi anni della sua vita li trascorse alternando la propria residenza nei suoi vari castelli, godendo infine dell’eredità e dell’indipendenza a cui aveva sempre aspirato. Morì in una delle sue residenze, Brougham Castle, il 22 marzo 1676, all’età di 86 anni.
A cura di Chiara Saibene.

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