Mary Shelley
Scrittrice che, con la sua opera più famosa, ha aperto la strada a un nuovo filone della letteratura, Mary Wollstonecraft Godwin Shelley viene considerata la “madre” del genere horror-fantascientifico.
Seconda figlia dell’attivista e scrittrice Mary Wollstonecraft e primogenita del filosofo e giornalista William Godwin, Mary Wollstonecraft Godwin nacque il 30 agosto 1797 a Londra. La madre Mary morì a causa del parto; il marito William cercò di conservarne la memoria pubblicandone postumi gli scritti, ma il trattato della moglie sui diritti delle donne venne visto più come un’opera scandalosa che non pioniera. La figlia Mary crebbe comunque leggendo quelle pagine, coltivando un ricordo positivo della madre e delle sue lotte per la parità di genere. Tuttavia, il padre William non se la sentiva di crescere le figlie da solo e nel 1801 si sposò in seconde nozze con Mary Jane Clairmont, già madre di due figli, Charles e Claire.
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Mary ricevette dal padre una vasta istruzione, che coltivò la sua mente curiosa e veloce. Nel 1812 venne mandata a stare presso la famiglia di William Baxter in Scozia: forse per allontanarla dai problemi economici della famiglia, o dal rapporto controverso con la matrigna Mary Jane. Mary amava la Scozia e la compagnia delle figlie di Baxter; per lei i mesi scozzesi furono molto felici. Fu forse al ritorno a casa che incontrò per la prima volta il poeta e filosofo Percy Bysshe Shelley: in crisi con la moglie Harriet, il giovane si era inimicato la sua famiglia di aristocratici a causa delle sue vedute radicali e della sua filosofia di giustizia sociale, e anche perché aveva iniziato a prestare denaro a William Godwin per risanare alcuni suoi debiti. Lui ventunenne, lei sedicenne, i due si innamorarono.
Una passione ardente
Mary e Percy scapparono in Francia nel 1814, portando con sé la sorellastra di Mary, Claire. Attraversarono la Francia fino in Svizzera, condividendo la passione per la lettura e la letteratura, ma la mancanza di denaro li spinse a tornare in Inghilterra in autunno di quello stesso anno. L’accoglienza in madrepatria fu dura: Percy aveva abbandonato la moglie; Mary, sua amante illegittima, era incinta e con la reputazione rovinata. La relazione proseguì, schivando i giudizi della società e le pressioni dei creditori, ma non era un rapporto facile: Harriet Shelley aveva dato alla luce un figlio, e forse Percy aveva una relazione anche con Claire; nonostante Mary credesse nei rapporti aperti almeno in teoria, nella pratica il suo amore per Percy le rendeva difficile accettare altre relazioni amorose. La figlia che aspettava da Percy nacque prematura e morì poco dopo: Mary cadde in depressione, tormentata nel sonno dalle immagini della figlioletta.
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Una storia di fantasmi
Il 1816 rappresentò però un momento di respiro per la coppia: Mary si riprese dalla depressione e Percy riuscì a calmare i creditori grazie a un’eredità acquisita. In questa atmosfera più serena nacque il loro figlio William, e la sorellastra Claire iniziò una relazione con il poeta Lord Byron (di cui in seguito rimase incinta). Per questo quell’anno Mary, Percy e Claire si recarono in vacanza sul lago di Ginevra per trascorrere insieme a Byron le vacanze. Ma il clima li tradì: giorni e giorni di pioggia li costrinsero a trascorrere il tempo in casa, così Byron suggerì di iniziare una gara e di scrivere ciascuno una storia di fantasmi. Quello che era partito come un semplice gioco diede vita a un caposaldo della letteratura inglese: Frankenstein. Iniziato come racconto breve, si espanse fino a diventare un vero e proprio romanzo che venne pubblicato anonimo nel 1818.
Tornati in Inghilterra dopo le vacanze in Svizzera, si ritrovarono coinvolti in un nuovo scandalo: la moglie di Percy, Harriet, aveva commesso suicidio, e il poeta era stato dichiarato incapace di prendersi cura dei figli a causa della sua “immoralità”. Nel tentativo di migliorare la propria situazione agli occhi della società, Percy e Mary si sposarono ufficialmente il 30 dicembre 1916; poco dopo, Claire diede luce alla figlia illegittima di Byron, Alba. Mary, Percy, Claire e Alba si trasferirono tutti insieme in una nuova casa nel Buckinghamshire, dove Mary diede alla luce una figlia, Clara. Ma i problemi economici continuavano ad assillarli, così come i creditori; nel 1818, la coppia decise di trasferirsi in Italia, allontanandosi così dalla paura di un arresto per debiti. Claire e Alba andarono con loro.
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Un viaggio maledetto
Dopo aver affidato Alba al padre Byron, gli altri tre iniziarono a viaggiare attraverso l’Italia, senza mai fermarsi in un solo posto per molto tempo. L’atmosfera d’arte e cultura italiana favorì la scrittura e la lettura per entrambi gli scrittori, ma ben presto il viaggio si trasformò in un incubo: la coppia perse entrambi i figli, prima Clara e poi William. Per Mary fu un altro duro colpo che la gettò nuovamente nella depressione; solo la scrittura, e la nascita del quarto figlio, Percy Florence, la salvarono dalla disperazione. Mary scrisse altri romanzi e anche delle opere teatrali, pur affrontando periodi di malattia a causa della salute cagionevole e di gelosia per le attenzioni che Percy stava iniziando a dedicare ad altre donne. Dopo soggiorni a Napoli e a Roma, nel 1822 il trio arrivò a Lerici in compagnia degli amici Edward e Jane Williams. Lì, Percy, Edward Williams e il figlio di quest’ultimo, Charles Vivian, trovarono la morte durante una gita in barca.
Alla morte del marito, Mary decise di dedicarsi a tempo pieno alla scrittura per mantenersi; non solo si gettò sui propri scritti, ma curò molte delle opere di Percy lasciate incompiute. Dopo un anno trascorso a Genova, città in cui spesso ricevette le visite di Byron, tornò in Inghilterra. Le restrizioni economiche erano sempre lì. Nonostante un piccolo aiuto dal suocero Timothy Shelley a sostentamento del nipote Percy Florence, Mary viveva in povertà. Per una decina d’anni si mantenne come editor e scrittrice, collaborando con riviste, curando opere di scrittori inglesi e stranieri e pubblicando nuovi romanzi.
Solo con la morte di Timothy Shelley, finalmente Mary e il figlio Percy Florence poterono godere di un po’ di sollievo economico. Percy Florence poi sposò Jane Gibson St. John, e Mary si trasferì a vivere a Londra con il figlio e la nuora, con cui aveva un ottimo rapporto. Fu nella casa di Chester Square che Mary Shelley morì il 1° febbraio 1851, all’età di cinquantatré anni, dopo aver trascorso gli ultimi mesi tormentata da mal di testa e temporanee paralisi. Dopo aver vissuto una vita anticonvenzionale e controversa, dedicata completamente alla letteratura, oggi Mary Shelley viene considerata la madre di un nuovo genere letterario e il suo Frankenstein è una delle opere più famose della letteratura inglese.
A cura di Chiara Saibene.




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