I Cardinal non sono solo una famiglia – sono un microcosmo. Padre, madre e ventuno figli: una tribù che vive nel caos più totale, in un villaggio canadese che deve la sua fortuna alla miniera. La madre fatica a cucinare e a lavare il bucato per tutti; il padre vagabonda per i tunnel minerari alla ricerca della fortuna; e i figli, allo stato brado, crescono seguendo le proprie regole e dandosi nomi di battaglia: da Geronimo a Mahatma, da Zorro a ElToro. Perché una battaglia c’è, ed è quella contro i bifolchi: gli abitanti del villaggio, Norco, che mal tollerano quella famiglia così strana e, soprattutto, violenta. Perché i figli Cardinal giocano con la dinamite, bruciano pneumatici, uccidono gatti. Si sentono i padroni del posto e in effetti lo sono – finché la ruota della fortuna gira anche per loro, e una disgrazia colpisce la famiglia in maniera tale da disperdere fratelli e sorelle nei vari angoli del globo.
Jocelyn Saucier tratteggia con maestria un quadro di miseria, ambizione e illusione. Su tutti troneggia Padre, il capofamiglia, venerato ma invisibile, alla ricerca della ricchezza che non arriverà mai, insieme alla leggenda di famiglia su cui tutta la gerarchia dei figli si costruisce: è stato lui a trovare il giacimento nella miniera che ha reso ricco Norco e sono stati loro, i conturbanti ingannatori della società mineraria, a sottrargli la scoperta con un’offerta fraudolenta. Questo è l’orgoglio e l’identità stessa dei Cardinal. E quando qualcuno, Angéle, una delle due gemelle Cardinal, prova a sfidare l’ordine precostituito, a desiderare qualcosa di più che una vita passata nel caos e nella miseria, tutta la famiglia si compatta nell’ostracizzarla. Determinando così la propria rovina.
Una storia a suo modo bizzarra e contorta e che tuttavia scorre, passando da un punto di vista all’altro e ricostruendo pezzo per pezzo il segreto dei Cardinal.
Ringraziamo di cuore la casa editrice Iperborea per averci omaggiato una copia del romanzo.
Voto: 5/5


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