Florence Nightingale

Florence Nightingale è una figura estremamente importante nella storia dell’infermieristica e del sistema sanitario: infermeria, ma anche attivista e instancabile pioniera, Florence Nightingale ha contribuito a creare il sistema infermieristico moderno, lasciano una perpetua eredità.

Una vocazione profonda

Florence Nightingale nasce a Firenze (città dalla quale, appunto, deriva il suo nome) il 12 maggio 1820, da una benestante famiglia inglese: il padre William Edward Nightingale era epidemiologo, la madre Frances Smith era figlia del noto abolizionista William Smith. 

Florence, profondamente religiosa, all’età di venticinque anni, annunciò la sua intenzione di diventare infermiera e di dedicare la sua vita ad aiutare i malati, seguendo quella che considerava una chiamata divina. I suoi genitori si opposero con forza, perché non era certo quello il destino di una fanciulla di buona famiglia, e per di più il mestiere di infermiera godeva di poca stima, ma sfidando l’autorità dei genitori e le convenzioni sociali dell’epoca la ragazza proseguì con il suo intento. Addirittura Florence rifiutò una proposta di matrimonio dal suo più fedele corteggiatore, Richard Monckton Milnes, temendo che il matrimonio le avrebbe impedito di seguire la propria vocazione. 

La formazione

Nel 1851 Florence frequentò una scuola per infermiere in Germania, ricevendo una formazione che l’aiutò a delineare i principi base della sua filosofia. La donna, infatti, era attratta dal lavoro infermieristico ma era anche estremamente consapevole delle sue carenze: negli ospedali vittoriani non c’era alcun senso dell’igiene e le pratiche mediche erano alquanto discutibili. Ancor prima di recarsi in Germania, Florence divenne un’attiva sostenitrice della riforma delle Poor Laws, per migliorare le cure mediche previste per gli “ospiti” delle workhouse; strinse inoltre una duratura amicizia con Sidney Herbert, ministro della guerra, che fu per lei un appoggio fondamentale per l’esperienza che ne avrebbe segnato la carriera: la guerra di Crimea.

La signora con la lampada

La guerra di Crimea, scoppiata nel 1853 per il controllo dei territori “santi”, lasciò dietro di sé una scia considerevole di morti e feriti; questi ultimi venivano presi in carico in condizioni terribili, e sottoposti a cure che spesso ne peggioravano la situazione, anziché guarirli. Grazie alla sua amicizia con il ministro della guerra, nel 1854 Florence partì con altre 38 infermiere da lei personalmente addestrate per recarsi nell’area di Scutari (oggi Istanbul), dove l’infermiera prese il comando dell’ospedale militare, ignorando la diffidenza e l’indifferenza dei medici.

I malati, infatti, vivevano in condizioni assurde: senza igiene, senza spazio e senza aria, il personale medico era in minoranza, non c’erano medicine né un adeguato sistema fognario. Le infermiere di Florence pulirono a fondo tutto e cercarono di riorganizzare gli spazi per garantire una migliore gestione dei malati. Gli interventi di Florence non furono decisivi per la riduzione della mortalità (servivano spazio e sistema fognario, a cui solo un intervento dello Stato poteva porre rimedio), ma la sua abnegazione, forza d’animo e determinazione le guadagnarono il soprannome di “Signora con la lampada”, in quanto la donna, senza risparmiarsi, faceva sempre delle ronde notturne di controllo dei malati.

L’esperienza in Crimea fu illuminante per Florence Nightingale: l’infermeria si rese conto che, oltre al necessario e più immediato trattamento di una ferita, era l’ambiente a giocare la differenza tra la vita e la morte. Fu lei, grazie a un accurato lavoro di raccolta di dati, a elaborare concetti che ora vengono dati per scontati nei moderni ospedali: aria pulita, acqua pulita, fogne funzionanti ed efficienti, luce, e soprattutto igiene. 

L’eredità di Florence Nightingale 

Florence fu costretta a tornare in patria a causa di una febbre, ma venne accolta come un’eroina, ricevendo addirittura un invito dalla regina Vittoria. Contribuì a scrivere il rapporto finale della Commissione sanitaria istituita dalla regina e presieduta dal suo amico Sidney Herbert, e fu grazie alle sue osservazioni, ai dati raccolti e alla sua filosofia che la sanità militare venne completamente rivoluzionata. Seguendo i suoi principi venne istituito l’Army Medical College e molti ospedali militari furono in seguito costruiti seguendo la sua filosofia.

Nel 1855, il suo lavoro venne ufficialmente riconosciuto con la costituzione del Nightingale Fund, un fondo dedicato alla formazione delle infermiere secondo il nuovo metodo, di cui Herbert divenne segretario onorario. Grazie al fondo, nel 1859 Florence fondò una propria scuola, la Nightingale Training School, presso il St. Thomas’ Hospital di Londra (esistente ancora oggi, seppur inglobata nel King’s College), che accoglieva al massimo quindici allieve all’anno. 

Instancabile ricercatrice, Florence Nightingale continuò a dedicare tutte le sue energie al miglioramento della propria filosofia. Il corso della sua scuola, che durava un anno, era incentrato su principi di rigore religioso e militare, sulla disciplina e sulla pulizia; le infermiere che si diplomavano lì divennero in seguito portatrici della filosofia di Florence e contribuirono a migliorare le condizioni di molte workhouse. Grazie al suo precisissimo lavoro di ricerca statistica, Florence Nightingale fu la prima donna a diventare membro della Royal Statistical Society, e fu grazie a lei che si introdusse l’uso di stilare statistiche di natalità e mortalità per migliorare il sistema sanitario; fu anche la prima donna a ricevere l’Order of Merit, una prestigiosa onorificenza conferita dal sovrano in persona.

Florence Nightingale morì nel 1896, ma la sua eredità dura ancora oggi. Il suo manualetto, Notes on Nursing, pubblicato nel 1960, divenne una vera e propria pietra miliare della filosofia infermieristica moderna. Nel 1912 la Croce Rossa internazionale ha istituito la Medaglia Florence Nightingale dedicata alle infermiere che hanno mostrato eccezione coraggio e devozione.

A cura di Chiara.