Fisica nucleare, l’austriaca Elise Meitner (detta “Lisa”) è stata una figura fondamentale nelle ricerche sulla scissione dell’atomo. Nata a Vienna il 7 novembre 1878, era la figlia del gran maestro di scacchi Philipp Meitner, che oltre a essere un giocatore fu anche il primo avvocato ebreo a essere ammesso a praticare la professione in Austria. Di mentalità aperta, lasciò a tutti i suoi otto figli la libertà di perseguire i propri interessi. Per Lise, ciò significò poter approfondire la propria passione per la scienza, nonostante fosse una femmina. Sin da quando era bambina, si appassionò di matematica, delle regole della luce, dei colori, dell’aritmetica. Non potendo diventare propriamente una scienziata, almeno all’inizio, perseguì l’unica carriera disponibile per una donna, studiando per ottenere la qualificazione di docente di francese.

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Le porte della scienza
Le cose cambiarono finalmente nel 1897, quando a Vienna venne concesso anche alle donne di accedere agli studi superiori purché ottenessero un diploma di scuola secondaria; così, sia Lise che sua sorella Gisela studiarono assiduamente per ottenere la certificazione e accedere infine all’università. Nel giro di due anni recuperarono tutto il programma previsto: Gisela entrò a Medicina, mentre Lise si iscrisse a Fisica all’Università di Vienna. Fu la seconda donna, dopo Olga Steindler, a ottenere un dottorato all’Università di Vienna (1906). Lise rimase all’università, dimostrando di essere in grado non solo di leggere e comprendere le ricerche altrui ma anche di saperle dimostrare a livello sperimentale: il suo primo incarico fu di indagare i risultati prodotti da una ricerca di Lord Rayleigh in campo ottico. Da lì si avvicinò a una nuova branca, la radioattività, e si concentrò sullo studio delle particelle alfa, pubblicandone i risultati nel giugno 1907: un articolo che contribuì alla futura scoperta nell’atomo nucleare.
Un mondo di particelle
Grazie al sostegno economico del padre, Lise si recò a Berlino con l’intenzione di iscriversi alla Friedrich Wilhelm University. All’epoca, Berlino faceva parte dell’Impero prussiano, che ancora non ammetteva le donne all’università. Eppure, il famoso fisico Max Planck, che insegnava all’università, pur essendo notoriamente contrario all’istruzione universitaria per le donne, permise a Lise di frequentare le sue lezioni, forse colpito dalle sue eccezionali capacità. Anche il direttore della facoltà di fisica sperimentale, Heinrich Rubens, fu felice di accoglierla nel suo laboratorio e le presentò Otto Hahn, ricercatore della facoltà di chimica, che era alla ricerca di fisici per i suoi esperimenti. Anche Hahn accolse con favore Lise, ma per circa un anno dovette farla lavorare nel suo laboratorio quasi di nascosto, perché la donna non poteva entrare nell’istituto universitario e doveva limitarsi a restare nel laboratorio “esterno” di Hahn, allestito nei sotterranei e dotato di un accesso indipendente. Lise contribuì, tra le altre cose, alla scoperta del protoattinio e firmò insieme a Hahn nove paper scientifici.
Nel 1912 venne fondato il Kaiser Wilhelm Institute per la chimica, e ad Hahn venne offerta la posizione di capo del dipartimento di radiochimica; un ruolo che Hahn accettò volentieri, portandosi dietro anche Lise. Non c’era alcun regolamento che escludeva l’ammissione delle donne, eppure Lise Meitner continuava a lavorare gratuitamente, ufficialmente solo come ospite. Una situazione che stava diventando un problema, dato che ormai suo padre era morto e non poteva più sostenerla finanziariamente; temendo che, per motivi economici, la donna fosse costretta a rientrare a Vienna, Max Planck intervenne offrendole un posto (pagato) come sua assistente all’università presso il dipartimento di fisica teorica. Si trattava del ruolo più in basso possibile nella scala accademica, ma fu comunque un passo verso il cambiamento: Lise Meitner fu la prima donna a ricoprire la carica di assistente in un’università prussiana.

Fonte: Revista Galileu
Dalla ricerca alla fuga
Finalmente, nel 1913 anche Lise ricevette un suo stipendio, seppure basso, per il suo ruolo all’interno del Kaiser Wilhelm Institute (KWI). Da quel momento in poi, anno dopo anno, concessione dopo concessione, la scienziata riuscì a guadagnarsi un suo ruolo nel mondo accademico. Durante la Prima guerra mondiale, servì sul fronte come infermiera specializzata nell’utilizzo dei raggi X, e nel 1917 divenne direttrice della sezione di fisica del KWI, continuando i suoi studi sulla radioattività. Nel 1921 venne invitata a tenere una serie di conferenze sull’argomento all’università di Lund, Svezia; al suo ritorno, con le nuove leggi che permettevano alle donne di ottenere l’abilitazione all’insegnamento, Lise poté diplomarsi con la qualifica di Privatdozentin: la prima donna in Prussia a ricevere l’abilitazione in fisica. Questo le permise di iniziare a insegnare ufficialmente presso l’università, diventando, nel 1926, la prima donna a insegnare fisica in un’università tedesca.
Ma l’avvento del nazismo cambiò ogni cosa. Lise Meitner e altri colleghi di origine ebraica iniziarono, progressivamente, a essere estromessi dai loro incarichi. Con l’annessione dell’Austria alla Germania nel 1938, Lise perse la cittadinanza austriaca: amici e colleghi dall’estero intervennero per cercare di aiutarla. Niels Bohr la invitò a Copenaghen, Paul Scherrer le propose di raggiungerlo in Svizzera, ma il suo passaporto aveva perso ogni valore e in entrambi i casi la donna non riuscì a partire. Lise dovette scappare di nascosto, con la complicità di amici che organizzarono la sua fuga attraverso l’Olanda, la Danimarca e infine in Svezia, dove venne accolta e ospitata dalla fisica svedese Eva von Bahr.
Lise Meitner rimase in Svezia fino alla fine della guerra, tentando di tenersi in contatto con la propria famiglia, nel frattempo dispersa, e continuando le sue ricerche per quanto le fosse possibile. Lo scoppio della bomba atomica fu un trauma per lei, e la scienziata rifiutò qualsiasi riconoscimento per il suo “contributo” alla scissione atomica. Ottenne la cittadinanza svedese e si spostò al Royal Institute of Technology di Stoccolma.
La sua salute iniziò a declinare negli anni Sessanta: prima un infarto nel 1964, poi l’insorgenza dell’arteriosclerosi, e infine altri micro-infarti nel corso del 1967. Lise Meitner morì nel sonno il 27 ottobre 1968, all’età di 89 anni. Sulla sua tomba, un suo nipote fece incidere: “Lise Meitner: una fisica che non perse mai la propria umanità”.

Fonte: dhm.de
A cura di Chiara.

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