Norvegia, XIV secolo. Kristin, figlia di Lavrans, è una bambina adorabile sotto ogni aspetto: lunghi capelli lucenti, occhi sinceri, una bellezza destinata a fiorire con la maggiore età. Lavrans è uno dei più importanti proprietari terrieri della Norvegia: figlio di una stirpe svedese, ha gestito il proprio patrimonio e quello acquisito tramite la moglie con giudizio e prudenza. È un uomo rispettato e amato, noto per essere un padrone giusto, un gran lavoratore e timorato di Dio. Eppure, nonostante la sua irreprensibilità, la sua vita è stata costellata di lutti: nessuno dei figli maschi gli è sopravvissuto, la più piccola figlia adorata rimane storpia a causa di un incidente. Solo Kristin gli rimane, la luce dei suoi occhi, la bambina a cui affiderà il suo futuro e il suo ricordo.

L’esistenza di Kristin è già tutta scritta: si sposerà con un uomo del suo rango, solido e rispettato; erediterà le terre e il patrimonio del padre; avrà una vita agiata e sarà una nobildonna pacifica e serena. Di nuovo, però, per Lavrans la vita prende una vita inaspettata: Kristin, proprio la sua beniamina, si innamora di un altro uomo, un uomo che per di più è ben lontano dalla rispettabilità, e manderà all’aria il suo fidanzamento e il futuro tranquillo che era già stato scritto per lei.

La storia di Kristin Lavransdatter si sviluppa in una trilogia; in questo primo volume, La ghirlanda, la narrazione prende il via sin dagli esordi, dalla Kristin bambina innocente, ubbidiente e ingenua, per poi deviare verso una passione che la trasformerà completamente. Sigrid Undset, vincitrice del premio Nobel per la letteratura nel 1928 proprio grazie a questa trilogia, ricostruisce con dovizia di particolari il contesto storico, sociale e culturale della Norvegia medioevale. Su di tutto troneggia una forte religiosità e la necessità di proteggere la propria reputazione: due capisaldi che tengono insieme la società, mantenendo una facciata di rispettabilità anche laddove si consumano inganni, tradimenti e adulteri. Forse entrare nella storia non è facile: soprattutto all’inizio, l’abbondanza di personaggi e di descrizioni rende il ritmo lento; più avanti, però, sembra inevitabile proseguire, soprattutto per guardare da vicino l’evolversi del personaggio di Kristin e il suo lento discendere verso l’autodistruzione.

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Voto: 4/5