Orazio Gentileschi non se la passa molto bene. Da quando la moglie è morta dando alla luce l’ultimo figlio, lui è sprofondato nell’alcool e la famiglia nella tristezza. I figli – Francesco, Giulio, Marco – vivono nel terrore dei suoi scatti d’ira indotti dall’ubriachezza; solo la figlia, Artemisia, lo affronta sempre a testa alta, non temendo né le urla né gli schiaffi. Artemisia è il suo orgoglio e maledizione: da un lato, non può fare a meno di ammirare il suo talento artistico, la sua capacità di dare vita alle forme e ai colori; dall’altro, però, è roso dall’invidia, perché quella figlia – per di più una femmina – è più brava di lui, mentre gli altri figli maschi non hanno un briciolo di talento artistico.
Artemisia è consapevole del proprio talento e non si piega di fronte a nulla: vuole dipingere, vuole essere un’artista. Non vuole sposarsi, non vuole avere figli, non vuole rinchiudersi in un convento. Vuole vivere della propria arte: un sogno che ha più il sapore dell’illusione, perché nella Roma del Seicento non c’è spazio per le artiste donne.
Elizabeth Fremantle ricostruisce con passione la figura di Artemisia Gentileschi, la prima donna a essere ammessa alla prestigiosa Accademia delle arti del disegno di Firenze; un’artista talentuosa che ha dovuto lottare non solo per l’affermazione della propria arte, ma anche per il riconoscimento dei propri diritti come persona. Artemisia venne violentata dal proprio insegnante di prospettiva, Agostino Tasso, evento che diede il via a una vera e propria ordalia per la giovane. In un’epoca dove il volere della donna era nullo, e dove il reato di stupro di per sé nemmeno esisteva (si parlava, al massimo, di “offesa alla morale”), per la giovane Artemisia esistevano solo tre opzioni: sposare il proprio aguzzino in un matrimonio riparatore, ritirarsi in convento o procedere con una denuncia, che però avrebbe esposto tutta la vicenda al pubblico, rovinando per sempre la sua reputazione e rendendola “merce avariata”. In La disobbediente, la narrazione segue con ritmo serrato la vicenda di Artemisia e il lento, disperato maturare della sua decisione: dire la verità, e tentare il tutto per tutto per riuscire a realizzare il suo sogno di diventare un’artista.
Devo decidere tra un inferno e l’altro. Non ti fa arrabbiare che le donne abbiano così poche scelte?
Ringraziamo di cuore la libreria Pienogiorno per la copia omaggio del romanzo. Della stessa autrice consigliamo anche La peccatrice, sempre edito da libreria Pienogiorno, dedicato alla vita di Beatrice Cenci.
Voto: 5/5


Scrivi un commento