Il conte Francesco Cenci è un uomo difficile. Chiunque l’abbia conosciuto lo sa: iroso, imprevedibile, vendicativo. Ma forse nessuno riesce a immaginare fino in fondo il potere supremo che esercita in casa sua: un vero e proprio regime del terrore a cui tutta la sua famiglia deve sottoporsi in silenzio. Dai figli maschi, alcuni allontanatisi di casa per sfuggirgli, altri morti sotto la lama di qualche nemico dei Cenci; alla seconda moglie Lucrezia, colpevole di avergli dato un solo figlio maschio, e per di più non di mente sana; infine Beatrice, l’unica figlia, vittima di abusi indescrivibili sin dall’infanzia.

Ritratto di Beatrice Cenci. Fonte: Alchetron
Beatrice è abituata a sopportare in silenzio e a non mostrare mai paura, né debolezza. Ma con la morte dell’ennesimo fratello e il trasferimento di tutta la famiglia alla Rocca – una fortezza sperduta oltre i confini del Regno di Napoli – la sua volontà inizia a vacillare. Lontana dalle distrazioni e dai contatti che aveva a Roma, isolata insieme al fratellastro e alla matrigna in una specie di prigione dove è perennemente controllata dal padre, Beatrice vede pian piano sbiadire ogni speranza e prospettiva per il proprio futuro. Finché non si innamora – ricambiata – del castellano, Olimpio: un amore impossibile, un futuro irrealizzabile, un continuo giocare con la morte che sicuramente le toccherebbe se suo padre lo scoprisse. A meno che… se solo… se suo padre non ci fosse più…
La peccatrice ripercorre con un ritmo incalzante e una voce intensa e drammatica la vera storia di Beatrice Cenci, che infiammò i pettegolezzi di Roma ed echeggiò sino alle alte sfere. Un romanzo che non distoglie lo sguardo di fronte alla violenza e agli abusi e che mette la protagonista di fronte a un dilemma morale irrisolvibile: quanto ci si può spingere nel peccato, qual è il confine oltre il quale non c’è redenzione? Si può uccidere per salvare la propria vita ed essere perdonati?
Ringraziamo la casa editrice Pienogiorno per la gradita copia omaggio.
Voto: 5/5


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