Chloe Dalton ha una vita impegnata all’insegna dell’adrenalina: consulente per il governo britannico, passa le sue giornate tra aeroporti, hotel e taxi. È una vita che l’appassiona: vuole sentirsi libera, flessibile, pronta a prendere lo zaino e partire. Ma la pandemia di Covid costringe tutti all’improvviso tra le mura di casa. Chloe si ritira nella sua dimora di campagna, rallentando il ritmo tra passeggiate per i campi e videoconferenze online. Finché un giorno non scorge un piccolo leprotto sulla strada che porta al suo giardino.

Cosa fare? Chloe non è esperta di lepri ma sa che il legame con la madre è importantissimo: se contaminasse il cucciolo con il suo odore, potrebbe comprometterne il futuro. Anche lasciarlo lì, però, esposto alle intemperie e ai predatori, potrebbe essere rischioso. La donna aspetta finché non si convince che la madre del leprotto, per qualche motivo, è impossibilitata a tornare dal suo piccolo e prende una decisione: avvolge il leprotto in una coperta e lo porta in casa.

Inizia da quel momento un viaggio straordinario, quasi magico: una simbiosi mai vista tra un umano e una lepre, un legame di fiducia assoluta che trascende tutta la letteratura scientifica sulle lepri. Chloe non chiude la lepre in gabbia, non le dà un nome: non vuole antropomorfizzarla né addomesticarla, vuole che sia libera di riprendere la sua vita selvatica non appena sarà in grado di farlo. Eppure la sua casa diventa una specie di tana, per la lepre: un luogo dove si sentirà al sicuro, tanto da arrivare a partorire lì i suoi piccoli.

In Io e la lepre Chloe Dalton ripercorre, con uno sguardo acuto e intimistico, il suo viaggio di riscoperta accanto alla lepre: la riscoperta di una vita più lenta, di ritmi più rispettosi della natura, di una magia che ci circonda ma che siamo diventati incapaci di vedere. Da quel momento il suo sguardo non sarà più lo stesso: i suoi occhi sono ora ben aperti e consapevoli di una natura ricca e abbondante, che però non esitiamo a distruggere e a dare per scontata.

Addomesticare un animale significa alterare la sua natura per adattarla al nostro stile di vita. Con creature selvatiche come la lepre, la scelta migliore è convivere con loro, non possederle.

Ringraziamo la casa editrice Neri Pozza per la copia omaggio.

Copyright Neri Pozza

Voto: 5/5

 

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