Nell’ambito dell’arte contemporanea, esistono percorsi che nascono da strade inaspettate e si trasformano in vere e proprie dichiarazioni di identità. È il caso di Lucia Ronchieri, artista in grado di tradurre emozioni e visioni interiori in materia pittorica, intrecciando tecnica e istinto in un linguaggio personale e in continua evoluzione. Dalla formazione iniziale lontana dal mondo artistico fino alla scelta coraggiosa di seguire la propria vocazione, il suo percorso artistico racconta una ricerca unica e appassionata, costituita da studio, sperimentazione e confronto internazionale. In quest’intervista Lucia Ronchieri ci racconta non solo la sua arte, ma anche i suoi sogni per il futuro.
Diritti di copyright di Lucia Ronchieri
L’intervista
Arstorica – Buongiorno Lucia, è un piacere conoscerla. Ci parla del suo percorso formativo che l’ha portata ad abbracciare l’arte come professione?
Lucia Ronchieri – Ho sempre avuto la passione per il disegno a mano. Nonostante il percorso da ragioniera, sognavo di diventare stilista di moda, per far indossare i miei abiti e il mio stile. Ho deciso così di dare spazio alla mia passione, frequentando l’Accademia d’arte di Pisa del prof. Bruno Pollacci a partire dal 1996.
Il professor Bruno Pollacci mi ha accompagnata nello studio di tantissime tecniche pittoriche. Mi sono innamorata della pittura ad olio, del profumo delle vernici…. Pollacci mi ha incoraggiata a coltivare questa passione, spingendomi a mettermi in gioco e a partecipare a varie mostre, sia collettive che personali, in Italia e all’estero.
Dissolvenza interiore, diritti di copyright di Lucia Ronchieri
Per la realizzazione delle sue opere ha qualche fonte di ispirazione artistica?
Ho sempre amato gli impressionisti, in particolare Manet che fu un vero ribelle per la sua epoca.
Guardando alla sua produzione più recente, quali evoluzioni o cambiamenti sente di aver attraversato nel suo linguaggio artistico?
Sono in continua sperimentazione: ogni tela è lo spazio in cui do un volto alle mie emozioni.
Nel suo processo creativo, quanto spazio lascia alla sperimentazione rispetto alla progettazione iniziale dell’opera?
Vanno di pari passo.
Quali sono le tecniche pittoriche che adotta nei suoi lavori?
Olio su tela, olio su juta e olio su marmo.
Identità ritrovata, diritti di copyright di Lucia Ronchieri
Nel suo percorso professionale ha tenuto anche delle mostre internazionali. Ci parla dell’esperienza espositiva internazionale che reputa più importante per la sua carriera artistica?
Ogni esposizione ha lasciato un segno profondo nel mio percorso, offrendomi preziose occasioni di confronto con altri artisti e nuove realtà culturali. Tuttavia, l’approdo a New York, resta l’esperienza più significativa ed emozionante della mia carriera artistica.
Il rapporto tra materia, colore e gesto sembra centrale nel suo lavoro: quanto è istintiva l’esecuzione e quanto invece è frutto di una riflessione a posteriori?
Il mio processo creativo vive di questo dualismo: la scelta e l’accostamento dei colori sono frutto di uno studio attento, ma è nel gesto che lascio libera l’istintività, permettendo alla materia di prendere forma sulla tela.
Contatto visivo, diritti di copyright di Lucia Ronchieri
Chi osserva le sue opere spesso è chiamato a completarne il significato. Che genere di relazione le piacerebbe instaurare tra il suo lavoro e lo sguardo del pubblico?
Mi piacerebbe che le mie opere fossero uno specchio: vorrei invitare chi le osserva ad aprirsi liberamente, senza il timore di ciò che può emergere dal proprio mondo interiore.
Ha qualche sogno nel cassetto per il futuro?
Continuare a viaggiare insieme alla mia arte, facendo conoscere le mie tele in ogni angolo del mondo.





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