Amleto

“Essere o non essere?”, queste le parole più famose di una delle tragedie più note di Shakespeare, Amleto.  La seguente tragedia è considerata il capolavoro tragico del drammaturgo inglese, ed è stato tradotta e rappresentata sui palcoscenici di tutto il mondo.

La trama della tragedia

La tragedia ruota appunto attorno alla figura di Amleto, principe di Danimarca, nel XVI secolo. Suo padre il re è appena morto e il suo fantasma sta infestando il castello; Amleto, quando viene a saperlo, si reca sulle mura del castello per incontrarlo. Il fantasma del defunto re rivela al figlio Amleto di essere stato ucciso dal proprio fratello, Claudio, bramoso di conquistare il trono e di sposare la regina ora vedova, Gertrude. Amleto giura immediatamente e senza indugi di vendicare la morte del padre.

Le informazioni ricevute, però, gravano su di lui come un pesante fardello e lo rendono malinconico. Amleto non è sicuro di quello che ha visto, non sa se credere davvero al fatto che suo zio sia un assassino, o se quello che gli è apparso è in realtà un essere demoniaco che lo vuole spingere all’omicidio. Gli amici, preoccupati dal suo umore, cercano di rallegrarlo chiamando una compagnia di attori; ad Amleto sembra un’occasione propizia per mettere alla prova il nuovo re Claudio e mette a punto un piano: chiede agli attori di interpretare il dramma “L’assassinio di Gonzago”, una dinamica simile a quella che il fantasma sostiene che sia successa, e osserva le reazioni dello zio. Claudio è sconvolto e arrabbiato dalla rappresentazione, e questo convince Amleto della sua colpevolezza.

L’evoluzione degli eventi

Il peso della vendetta è però troppo grave per Amleto, sempre più preda di deliri e sbalzi d’umore; per sbaglio uccide Polonio, il ciambellano, scambiandolo per lo zio; in questo modo, Claudio viene in messo in allarme, consapevole ormai che il nipote sa tutto, e Ofelia, figlia di Polonio, già precedentemente rifiutata da Amleto, sprofonda ancor più nel dolore. Ofelia infine si suicida, e Amleto, che era fuggito, rientrato in Danimarca arriva proprio al momento del funerale della ragazza. Aggiungendo dolore al dolore, si ritrova a duellare con Laerte, figlio di Polonio e fratello di Ofelia, che manipolato dal re e accecato dal desiderio di vendetta vuole sfidare Amleto con una spada avvelenata.

Il re ha anche avvelenato una coppa di vino destinata ad Amleto, ma il fato rimescola le carte: sia Amleto sia Laerte rimangono feriti dalla lama avvelenata, e a bere il vino corrotto è Gertrude, la regina. La morte di Gertrude spinge Laerte a confessare la sua complicità con il re: Amleto, in fin di vita, riesce a trafiggere Claudio prima di morire. Morti sia il re che il principe, a salire sul treno di Danimarca è Fortebraccio, re di Norvegia, che dedica dei grandi funerali ad Amleto.

A cura di Chiara.