Beatrix Potter

Beatrix Potter è stata una scrittrice e illustratrice britannica, il cui personaggio più famoso, Peter il Coniglio, è stato il primo a essere commercializzato sotto forma di peluche, diventando di conseguenza il primo personaggio fittizio a essere utilizzato come ispirazione per una serie di accessori e giocattoli.

Arte e natura

Helen Beatrix Potter nacque il 28 luglio 1866 a Londra. I suoi genitori erano originari di Manchester: suo padre Rupert William Potter, allievo del filosofo unitarista James Marineau, era un avvocato, mentre sua madre Helen Leech era figlia di un commerciante e costruttore navale. Di conseguenza, sia la piccola Beatrix che il fratello Walter, nato nel 1872, crebbero in un ambiente familiare confortevole e agiato; entrambi i genitori erano amanti dell’arte (il padre Rupert era anche un fotografo dilettante) e trasmisero la loro passione ai figli. Garantirono loro anche una buona istruzione; Beatrix venne istruita da tre governanti diverse, e con una, Annie Carter Moore, sviluppò un’amicizia che sarebbe durata per tutta la vita.

I Potter erano anche amanti della natura; spesso portavano i figli in escursioni nella magica campagna inglese, dove Beatrix, appassionata di animali, si divertiva a disegnare insieme al fratello tutti gli animaletti che riusciva a scorgere: topolini, ricci, coniglietti. Queste esperienze furono fondamentali per la futura artista, che spesso si ispirò ai luoghi della sua infanzia per dare vita alle proprie illustrazioni. Il suo primissimo album di disegni degli animali e della campagna, completato nel 1875 quando Beatrix aveva solo otto anni, è attualmente conservato al V&A Museum di Londra.

Coscienza artistica e scientifica

A partire dall’adolescenza, Beatrix iniziò a tenere un diario, che non solo riflette i suoi pensieri e le sue riflessioni che fondano la base della sua poetica, ma è anche una preziosa testimonianza della vita della società inglese alla fine dell’Ottocento. Insieme al fratello, Beatrix decise di perseguire la sua passione per la natura diventando una studentessa di storia naturale; non smise, però, di disegnare, e i diari e gli album di quegli anni sono costellati di disegni, studi e approfondimenti con cui la giovane cercava di dare forma alla sua visione artistica.

 

Terminata la prima fase della propria educazione, Beatrix avrebbe voluto proseguire con l’università, e sebbene i suoi genitori la incoraggiassero in tal senso, la giovane dovette scontrarsi con le norme sociali dell’epoca, che limitarono il suo accesso a un’istruzione di alto livello. Beatrix così proseguì da sola, interessandosi a molteplici ambiti delle scienze naturali, dalla botanica all’entomologia, fino a sviluppare una specifica passione per la micologia. L’amicizia con il micologo Charles McIntosh l’aiutò a perfezionare i suoi disegni e ad approfondire le sue conoscenze della tassonomia, mentre l’intervento dello zio Henry Enfield Roscoe, vicerettore dell’Università di Londra, le permise di entrare in contatto con i botanici dei prestigiosi Kew Gardens.

Fondamentale per lei fu la collaborazione con George Massee, con cui condivise le sue teorie sulla riproduzione dei funghi; Massee cercò di aiutarla e di introdurla nella Società linneana di Londra (a cui Beatrix aveva inviato un proprio saggio scientifico), ma in quanto donna non le fu permesso di partecipare alle riunioni né di presentare le sue teorie. Beatrix capì che non l’avrebbero mai accettata; ritirò il suo saggio e continuò i suoi studi indipendentemente. Fu solo nel 1997 che la Società linneana rilasciò delle scuse ufficiali e postume per aver rifiutato a priori le ricerche di Beatrix Potter.

Peter il Coniglio

In qualche modo, Beatrix Potter voleva guadagnare del denaro per garantirsi un minimo di indipendenza. Non era la prima volta che illustrava alcune tra le fiabe più note, come Cenerentola  e La Bella Addormentata, ma fu solo alla fine del secolo che le venne in mente di creare e illustrare delle cartoline di Natale, allargandosi poi a una serie di altri eventi: le cartoline furono il suo primo vero successo commerciale come illustratrice.

Alcune case editrici si interessarono ai suoi disegni e li comprarono per corredare alcune fiabe per bambini: forte di questo successo, Beatrix iniziò a nutrire l’ambizione di scrivere e illustrare una fiaba per conto suo. Leggenda narra che fu proprio il figlio più grande della sua ex governante Annie Carter Moore, Noel, l’origine di tutto: Beatrix era solita inviare ai figli di Annie una serie di lettere illustrate, e un giorno che Noel era ammalato, Beatrix si inventò e illustrò una fiaba con protagonisti quattro piccoli coniglietti… il seme di una fiaba che sarebbe diventata famosissima. Beatrix la riprese e la riscrisse, la presentò a svariati editori, ottenendo sempre rifiuti; la fece stampare a proprie spese nel 1901 e fu così che il libricino, con la mediazione dell’amico vicario Rawnsley, che aveva sconfinata fiducia nelle capacità artistiche di Beatrix, raggiunse le mani della casa editrice Frederick Warne & Co. La fiaba di Peter il Coniglio fu pubblicata nel 1902 e fu un immediato successo.

Il successo e il dolore

La fama di Beatrix Potter crebbe rapidamente, grazie alla potenza e alla delicatezza delle sue illustrazioni. La sua passione per le fiabe e l’arte conquistò il figlio dell’editore, Norman Warne, con cui Beatrix si fidanzò nel 1905, sfidando il veto dei propri genitori, contrari perché ritenevano l’uomo di un ceto troppo basso. Ma la tragedia era dietro l’angolo: appena un mese dopo il fidanzamento, Norman morì di anemia perniciosa. Beatrix, distrutta dal dolore, usò parte dei suoi guadagni per acquistare un cottage nel Lake District, Hill Top Farm, e si ritirò in campagna, dove rimase fino alla sua morte nel 1943. Continuò a scrivere e a illustrare, dimostrandosi non solo una grande artista ma anche un’acuta proprietaria terriera; gestì con saggezza il suo patrimonio, espanse le sue proprietà e in generale si garantì l’indipendenza finanziaria. Per anni si avvalse dell’aiuto dell’avvocato William Heelis che, infine, divenne suo marito nel 1913. Insieme vissero a Hill Top Farm, una coppia felice e una squadra anche nel lavoro, attiva nella comunità locale e amata da tutti. 

Beatrix Potter morì il 22 dicembre 1943, lasciando tutte le sue proprietà e i suoi disegni al National Trust. Il marito William Heelis le sopravvisse per quasi due anni, continuando a gestire i suoi lavori e le sue proprietà; alla sua morte nel 1945, anche lui lasciò tutto al National Trust. 

A cura di Chiara Saibene.