La sedicenne Sashi sa bene cosa vuole.

Unica figlia femmina in una famiglia con altri quattro fratelli, vuole diventare medico. Come suo nonno. Come il suo fratello maggiore. Come il suo migliore amico.

Ma la realtà di un mondo complicato, di tensioni etniche e di interessi di potere si mette di mezzo. Perché Sashi e la sua famiglia sono tamil, una “minoranza” che il governo centrale dello Sri Lanka continua a discriminare e vuole pian piano eliminare. E la resistenza tamil – le Tigri – inizia a prendere forma, a diventare sempre più forte e violenta, travolgendo con i suoi ideali nazionalistici anche i fratelli maggiori di Sashi.

Miei fratelli perduti è un romanzo che ti trascina, che ti avvolge, che ti proietta in una dimensione sempre più difficile da gestire. Cosa fare, quando il tuo mondo non esiste più? Quando ti ritrovi a metà strada tra i tuoi principi, gli ideali degli altri e la fedeltà alla tua famiglia? Quando la guerra si porta via tutto e non c’è possibilità di protezione, in nessun luogo? Quando i tuoi stessi fratelli sono pronti a sacrificarti in nome della causa? La giovanissima Sashi si ritrova a vivere tutto questo, senza riuscire a darsi una risposta, in un mondo dove l’orrore sembra non avere mai fine. L’unica cosa che può fare è continuare a vivere – e cercare di rispettare il principio morale che più di tutto la guida: aiutare e curare gli altri, chiunque essi siano.

Ringraziamo la casa editrice Neri Pozza per la copia omaggio.

Voto: 5/5

Copyright by Neri Pozza

A cura di Chiara Saibene.

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