Agatha Christie è una firma immancabile della letteratura gialla: con all’attivo più di sessanta romanzi e quattordici raccolte di racconti, è stata un’autrice estremamente prolifica. Ed è estremamente interessante che la donna non abbia mai sognato di diventare una scrittrice né che si considerasse tale; per lei la scrittura era un’attività collaterale, un mezzo come un altro per guadagnare uno stipendio. Nella sua autobiografia, Christie rivela che la sua vera natura è quella di viaggiatrice: e infatti ha viaggiato moltissimo, esplorando territori della Mesopotamia, dell’Egitto e del Nilo che poi sarebbero diventati sfondi di alcuni suoi romanzi.

Ancor meno noto è che Agatha Christie ha scritto altro oltre alle opere dedicate ai suoi due personaggi più famosi, Hercule Poirot e Miss Marple: l’autrice ha infatti firmato anche dei romanzi rosa con il nome di Mary Westmacott, nonché opere teatrali, sceneggiature televisive e radiodrammi. In questa breve rubrica, “Autunno in giallo”, vogliamo riscoprire alcune delle opere meno note della scrittrice britannica, partendo da uno dei suoi personaggi meno noti: l’ispettore Battle.

Verso l’ora zero

L’ispettore Battle compare per la prima volta nel romanzo Il segreto dei Chimneys (1925), ma è solo in Verso l’ora zero che, finalmente, scopriamo qualcosa di più su di lui e la sua famiglia. In questo romanzo, comparso per la prima nel 1944 e in seguito riadattato anche come opera teatrale, compaiono la moglie Mary, la figlia Sylvia e il nipote James Leach (anche lui in polizia) e intuiamo qualcosa di più sul carattere del personaggio: Battle è un uomo solido, tranquillo, apparentemente pacato. Ma come anche altri personaggi di Christie, l’apparenza inganna: dietro la sua placida tranquillità si nascondono una mente acuta, un forte istinto e un solido buon senso. Saranno queste caratteristiche a permettergli di risolvere l’intricato mistero di Gull’s Point, una splendida dimora sulla costa della Cornovaglia dove ogni settembre familiari e amici si riuniscono sotto il tetto di Lady Tressilian. Quest’anno, però, l’atmosfera è particolarmente tesa: Nevile Strange si è presentato con la sua seconda moglie, Kay, quando ospite della villa è anche la sua ex prima moglie Audrey, e la tensione tra le due signore Strange è palpabile. Gli ospiti non possono fare a meno di schierarsi: chi con la povera Audrey, abbandonata dal marito per una donna più giovane e bella; chi con la nuova signora Strange, a cui è stato maleducatamente imposto un confronto con la ex moglie; chi con Nevile Strange, preso tra l’incudine e il martello e vittima delle sue stesse scelte.

In questo contesto ad alta tensione, si consuma un assassinio accuratamente progettato, che solo un colpo di fortuna e una casuale intuizione riescono a risolvere. Da leggere con attenzione: forse, tra le righe, coglierete qualche riferimento ad altri romanzi di Christie…

Quando si legge il resoconto di un delitto, oppure anche un romanzo giallo basato su un delitto, di solito si comincia con il delitto stesso. Ecco, questo è sbagliato. Il delitto comincia molto tempo prima. Un delitto non è che la conclusione di una serie di circostanze che convergono tutte verso un solo punto in un determinato momento.

Sento i pollici che prudono

Tommy e Prudence “Tuppence” Beresford sono una coppia invidiabile: amici e compagni di vita, affiatati e amorevoli. Compaiono per la prima volta nei romanzi firmati da Agatha Christie nel 1922, ne Avversario segreto: terminata la Prima guerra mondiale, i giovani Tommy e Prudence, amici d’infanzia ed entrambi disoccupati, si ritrovano a dare il via a un’agenzia investigativa. Da quest’avventura nasceranno il loro matrimonio e la carriera di investigatori privati.

Contrariamente agli altri personaggi più noti di Christie, Tommy e Tuppence “crescono” nel tempo: sono giovani negli anni Venti, di mezz’età durante la Seconda guerra mondiale e infine due pensionati nel penultimo romanzo che li vede protagonisti, Sento i pollici che prudono, titolo ispirato a una frase del Macbeth. Sono ormai gli anni Sessanta e, dopo una vita avventurosa, Tommy e Tuppence sono un po’ annoiati: soprattutto Tuppence, da sempre l’anima più ribelle e creativa della coppia. La morte di Ada, zia di Tommy, e un misterioso quadro ereditato da una signora improvvisamente scomparsa danno il via a un mistero sempre più fitto, tra cottage apparentemente infestati e ambiziose rapine, agghiaccianti infanticidi e pettegolezzi di paese.

Agatha Christie ha dedicato questo romanzo ai molti lettori affezionati ai due personaggi, che ne hanno richiesto a gran voce il ritorno: ed ecco che, ancora una volta, Tommy e Tuppence affronteranno insieme l’avventura, in un giallo annaffiato da una buona dose di british humour.

La stella del mattino

Sicuramente è meno noto di Hercule Poirot e Miss Marple, ma Agatha Christie creò un altro investigatore dotato di brillanti capacità di deduzione, in grado di risolvere i misteri più intrigati con pochi indizi: Parker Pyne. Forse la sua poca notorietà è dovuta al fatto che Pyne non ha un romanzo solo per sé, ma si limita a comparire nei racconti: principalmente nella raccolta Parker Pyne indaga, e poi in due racconti ne In tre contro il delitto. Inoltre, Parker Pyne è comparso come “ultimo” personaggio dopo i suoi più famosi colleghi, e per questo è rimasto, nella percezione del pubblico, come un’aggiunta di importanza inferiore rispetto agli altri detective. Ex impiegato statale, Pyne ha una passione per i misteri e a volte interagisce con altri personaggi dell’universo Christie, tra cui Ariadne Oliver e la signora Lemon (entrambi appartenenti alla serie di Poirot).

Ne è un esempio il brevissimo, eppure contorto, mistero raccontato ne La stella del mattino, racconto incluso nella raccolta In tre contro il delitto. Qui, il ricco Isaac Pointz si diverte a fare da mecenate a un variegato numero di ospiti, davanti a cui si vanta di possedere un preziosissimo diamante, chiamato appunto “La stella del mattino”. E dal momento che Pointz è un bravo anfitrione, cede alla richiesta della giovanissima Eve, una ragazzina che vuole dimostrare a tutti i costi di saper effettuare un furto. Ma la finzione diventa presto realtà: il furto, simulato in una stanza chiusa dove sono presenti solo Pointz e i suoi ospiti, avviene davvero, e il diamante sembra essersi volatilizzato nel nulla. Eppure, Parker Pyne capisce subito che c’è qualcosa che non torna…

Testimone d’accusa

L’avvocato Mayherne è «un tipo minuto, dai modi un po’ pedanti, vestito in maniera inappuntabile, per non dire con affettazione, e con due occhi grigi, dallo sguardo acuto e penetrante.» Ma al di là dell’aspetto è un avvocato formidabile, un penalista dalla lunga carriera. Per questo gli è stato affidato un caso difficilissimo: quello di Leonard Vole, accusato di aver ucciso l’anziana signora Emily French. Le prove a suo carico sembrano inattaccabili: Leonard, giovane e spiantato, avrebbe circuito la più anziana Emily French, cercando di farsi prestare del denaro, e una volta ottenuta la modifica del testamento a proprio favore, l’avrebbe uccisa. Janet Mackenzie, la vecchia e fedele cameriera della signora French, è pronta a giurare che Vole era al corrente del nuovo testamento e di aver sentito delle voci in salotto, la notte dell’omicidio.

Vole giura di essere tornato a casa prima delle nove e trenta, quella sera. Ma c’è solo un testimone che può confermarlo: sua moglie Romaine. E chi crederebbe mai alla testimonianza di una moglie amorevole?

In un racconto di poco meno di cinquanta pagine, Agatha Christie tesse una trama diabolica, con continui colpi di scena. Testimone d’accusa comparve in una prima edizione nel 1925 con il titolo Traitor’s Hand, ma venne accolto con tanto favore che venne parzialmente riadattato in una nuova edizione dal titolo The Witness for the Prosecution, inserita nel 1948 nella raccolta di racconti omonima. In seguito, il racconto venne ulteriormente ampliato, con l’aggiunta di nuovi personaggi, per trasformarlo in un’opera teatrale nel 1953; da quest’ultima versione è stata tratta anche una versione cinematografica nel 1958 diretta da Billy Wilder, candidata a ben sei Oscar.

Trappola per topi

Agatha Christie fu anche una prolifica autrice di opere teatrali, spesso tratte e riadattate dai suoi racconti o dai suoi romanzi. Ne è un esempio Trappola per topi, risalente al 1952 e tratto dal suo racconto Tre topolini ciechi: un’opera teatrale che, dopo il suo debutto il 6 ottobre 1952 a Nottingham, approdò all’Ambassadors Theatre di Londra il 25 novembre, dove rimase sulla scena ininterrottamente sino al 2020. È un record mondiale assoluto, e probabilmente non sarebbe stato interrotto se la pandemia di Covid19 non avesse imposto la chiusura dei teatri.

Trappola per topi è perciò diventato un classico dei drammi teatrali gialli: in soli due atti, il mistero tiene con il fiato sospeso fino alla fine. Ci sono tutti gli ingredienti preferiti dell’autrice inglese: un gruppo di sconosciuti che si ritrova suo malgrado riunito nello stesso luogo, isolati da una tempesta di neve, e un assassino senza volto che dà loro la caccia. E una vecchia vendetta che aspetta di essere compiuta.

L’ospite inatteso

Opera teatrale a sé stante, non tratta da un precedente racconto, L’ospite inatteso è diabolicamente semplice: una stanza, gli abitanti di una casa, un delitto e uno sconosciuto. Michael Starkwedder ha avuto un incidente d’auto a causa della fitta nebbia e, andando a casaccio, è approdato nell’abitazione dei Warwick: proprio mentre si affaccia nel salottino per chiedere aiuto, scorge un cadavere e, poco distante, una donna chiaramente sconvolta, pistola fumante ancora in mano.

Chi ha ucciso Richard Warwick? La moglie Laura? Starkwedder non ne è del tutto convinto, e cerca di capire perché una donna così bella e giovane avrebbe dovuto rovinarsi la vita con un omicidio. I dialoghi incalzanti tra i vari personaggi rivelano l’oscuro passato di Richard Warwick: un uomo egoista, prepotente e violento, tanto che la lista di potenziali assassini si allunga sempre di più. Ma anche i sospetti si ingigantiscono: tutti sospettano di tutti, ognuno ha qualcosa da nascondere. Una tensione in crescendo fino al sipario, con colpo di scena finale.