La mondina è un romanzo storico scritto da Silvia Montemurro e pubblicato dalla casa editrice e/o nell’ottobre 2025.

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Vercelli, 1913. Lena è una giovane fanciulla di 15 anni e conduce una vita dura fatta di fatiche, dolori e lutti. Non avendo più i genitori, deve guadagnarsi da vivere lavorando come mondina in una risaia del rione Cappuccini, a Vercelli. Il suo lavoro viene costantemente visionato dalle sue colleghe, le quali sono molto severe. Un grave lutto colpirà la giovane: la morte di Maria, la sua migliore amica, quando inaspettatamente la sua vita cambia durante la festa del riso: la moglie del padrone della risaia, Grazia Della Rovere, inizia ad avere uno strano interesse per lei, invitandola a seguirla nella sua villa torinese.
Pensando di fare una buona scelta, Lena non sa ciò che il destino in realtà le riserverà. Accolta inizialmente bene dalla signora Grazia e da suo marito Fernando, in realtà quello che si pensava essere un soggiorno piacevole si rivelerà presto un incubo per Lena. Grazia, signora all’apparenza gentile e buona, in realtà è una donna infelice per via del brutto carattere del marito, spesso ubriaco e facile al gioco d’azzardo, e per la fine dei rapporti con suo fratello Milo. A peggiorare la situazione vi è il fatto che Grazia non riesce a rimanere incinta. Dopo la perdita del suo primo bambino, infatti, non potrà più avere figli.
Da questo momento ordisce con Fernando un piano diabolico che trasformerà la vita di Lena in un inferno, in una prigionia fatta di violenze e di reclusione. L’unico desiderio di Lena è scappare lontano da quella villa e da Torino. Dopo molti mesi, seppur versi in condizioni di salute precarie, Lena riesce ad andarsene, ritornando alla vita di prima e al lavoro in risaia. Nasconderà per sempre in fondo al cuore un terribile segreto che la legherà per sempre alla creatura che ha lasciato presso la villa dei padroni.
Romanzo storico molto intimo, La mondina descrive una storia di emancipazione e il prezzo che si può pagare quando si decide di uscire dai binari di una società che non dà alcuno spazio e margine alle donne. A fare da sfondo a tutte le vicende raccontate vi è il paesaggio duro delle risaie vercellesi, luoghi di grande fatica e lotte e una Torino bellissima, in cui vi sono eleganti cafè, pasticcerie raffinate, sartorie di lusso, ecc. Grandiose sono anche le descrizioni di Lena, giovane mondina dal destino segnato, che vede nell’esperienza torinese inizialmente una possibilità di riscatto per poi rassegnarsi ad una vita difficile e dolorosa, e di Grazia, donna all’apparenza felice ed emancipata, ma che in realtà soffre a causa di un matrimonio infelice, per l’interrotto rapporto con il fratello e per la gravidanza mancata.

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