Bretagna, anni Novanta.
Emmylou e Morgane sono amiche per la pelle: insieme condividono la frustrazione del vivere in un paesino, povero e ai margini, segnato dalla fatica e dalla mancanza di prospettive. Insieme, coltivano il sogno di “farcela”, di lasciare Plourhenec, di raggiungere il successo. Ma quel sogno si infrange in mille pezzi quando Morgane, schiacciata dalla depressione, si toglie la vita.
Rimasta sola, per Emmylou il desiderio di andarsene diventa un impulso irrefrenabile. Deve lasciare quel paese dove tutto le ricorda Morgane, allontanarsi dalla sua famiglia brusca e cinica, da quei genitori che non conoscono altro che il duro lavoro e raramente le dimostrano affetto. Quando le si presenta la possibilità di andare in Inghilterra per lavorare come ragazza alla pari presso una famiglia di ricchi inglesi, Emmylou non esita. Un lavoro tutto per sé, un suo stipendio, la possibilità di imparare bene l’inglese e tentare così l’esame per diventare giornalista. Sembra davvero l’occasione di una vita. Ma dietro lo scintillio del benessere e della ricchezza si nasconde qualcosa di oscuro, che diventa ogni giorno più grande e soffocante.
Ne La ragazza alla pari, Sidonie Bonnec esordisce con un thriller psicologico incalzante, che ben tiene il ritmo e lascia in “sospeso” il lettore. La narrazione, esposta in prima persona da Emmylou, si muove sul terreno del dubbio: è tutto vero o Emmylou sta impazzendo? Dove finisce la realtà e dove iniziano paranoia e immaginazione? È Emmylou che, complici la barriera linguistica e il lutto subito, sta fraintendendo tutto? Rispetto al resto del romanzo, forse il finale risulta un po’ vago e affrettato e non risponde a tutti i punti interrogativi che sono stati disseminati nel corso della storia. Ma La ragazza alla pari rimane comunque una lettura avvincente, ideale per chi vuole godersi un buon thriller da leggere fino a notte fonda.
Ringraziamo di cuore la casa editrice Neri Pozza per averci fornito una copia del romanzo.
Voto: 4/5


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