Tanta ancora vita è un romanzo dell’autrice Viola Ardone pubblicato da Einaudi nel 2025 all’interno della sua collana Stile libero.
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Kostya è un bambino cresciuto in un contesto di guerra come l’Ucraina sotto le bombe russe dal 24 febbraio 2022. Nella sua giovane vita ha sentito principalmente il fragore delle bombe e ha vissuto soltanto protetto dal suo giovane papà Roman. Questi gli offre l’occasione di lasciare il paese facendo un lungo viaggio che lo deve condurre a Napoli, in Italia dove si trova sua nonna Irina. Il bambino parte con la foto di quella che crede di essere sua madre e un indirizzo dietro di essa. Il suo è un lungo viaggio in cui verrà aiutato da molte donne che hanno pietà per la sua sorte e dove incontra tanti ostacoli.
Nonostante tutto il bambino giunge a destinazione: l’abitazione della signora dove sua nonna lavora, facendo le pulizie. È sullo zerbino fuori dal suo appartamento che lo trova Vita, la proprietaria di casa. Fa l’insegnante alle scuole serali, ha perso suo figlio quattro anni prima e da qualche tempo anche suo marito. Sta attraversando un periodo di forte depressione che la abbatte totalmente. L’arrivo di Kostya le cambia completamente la vita, rimettendola piano piano in discussione. Il bambino va a vivere con sua nonna Irina, donna forte da tantissimi anni in Italia allo scopo di dare migliori opportunità di vita a suo figlio Roman.
Con il nipote instaura subito un buon rapporto, ma è fortemente preoccupata per la sorte di suo figlio arruolatosi come volontario nell’esercito ucraino. Lasciato il bambino a Vita, parte per l’Ucraina allo scopo di ritrovarlo. Vita inizia ad affezionarsi al bambino e d’improvviso decide di dare un calcio alla sua depressione partendo per l’Ucraina seguita a sua volta dal piccolo. Il viaggio per quel paese martoriato dalla guerra le cambierà per sempre l’esistenza, decidendo di aiutare Irina nella ricerca di suo figlio, riprendendo di conseguenza in mano la sua vita.
Romanzo delicato e commovente, Tanta ancora Vita riflette su temi molto importanti come la condanna verso la guerra capace di rovinare solo l’esistenza delle persone e sulla capacità di riprendere in mano la propria vita quando ci si sente completamente persa.


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