Il segreto di Villa Carlotta è un romanzo storico pubblicato da Giunti Editore che descrive la vita e le vicende di Carlotta di Prussia che si trova insieme a sua madre, sua sorella e sua nonna a Villa Carlotta, nei pressi del comune di Tremezzina, in provincia di Como. La vita di Carlotta sta per cambiare da quando sua madre Marianne, sfidando le convenzioni, lascia la dimora di famiglia insieme alle figlie per via dei cattivi rapporti con il marito. Villa Carlotta è un mistero, è affascinante e nasconde tanti segreti e una storia molto dolorosa che verrà svelata tra le pagine del romanzo di Silvia Montemurro. A Villa Carlotta, la protagonista troverà anche l’amore.
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L’intervista
Arstorica – Buongiorno Silvia, piacere di conoscerla. “Il segreto di Villa Carlotta” racconta la storia di Carlotta di Prussia nell’incantevole villa che da lei prende il nome. Com’è riuscita a ricostruire le vicende che l’hanno vista protagonista? Ce ne parla?
Silvia Montemurro – Buongiorno! Il piacere è mio. Per ricostruire la storia di Carlotta mi sono immersa in lettere d’epoca, documenti ufficiali, cronache, ma anche in quel meraviglioso silenzio che si trova nei giardini di Villa Carlotta. Ho camminato, ascoltato il vento, le mura, il lago, e mi sono chiesta: “Che cosa avrebbe provato una ragazza, una principessa, tra queste stanze, come avrebbe vissuto, sapendo che gli occhi di tutti sarebbero sati su di lei?” La storia la fanno gli archivi, ma anche l’intuizione e naturalmente la creatività e l’immaginazione. E, in certi momenti, ho sentito proprio lei, Carlotta, sussurrarmi all’orecchio.
Carlotta è una giovane principessa, figlia di Marianna di Orange-Nassau e del principe Alberto di Prussia. È una donna amante dell’arte, caparbia, libera che vuole scegliere il proprio destino. Per quell’epoca è una fanciulla moderna ed emancipata. Ci parla del suo personaggio?
Carlotta è una principessa, sì… ma non aspettatevi una che resta zitta in un angolo a ricamare. È figlia di una donna che ha rotto le convenzioni e anche lei, nel suo piccolo, si ritrova a sfidare le regole imposte. Ama l’arte, sogna, si innamora. Ma soprattutto: sceglie. E scegliere, per una donna dell’Ottocento, non era una cosa scontata. È moderna, testarda e umana. Ecco perché ho voluto raccontarla.
Molte sono le donne presenti nel romanzo. Tra di esse quale pensa che sia la più coraggiosa di tutte?
Domanda difficile! In fondo ognuna delle donne che ho raccontato ha avuto il suo momento di coraggio. Ma forse, se proprio devo scegliere, direi Marianna, la madre di Carlotta. Perché ci vuole una forza incredibile per andarsene da una corte, sfidare il giudizio del mondo e reinventarsi come donna, madre, artista. Il coraggio più grande? Essere se stesse quando nessuno ti applaude per farlo.
Oltre a Carlotta, tramite un diario ritrovato a Villa Carlotta, si descrive la storia di Elena. Senza fare spoiler per i lettori, la sua vicenda si intreccerà con quella dei protagonisti?
Elena è un personaggio che mi ha sorpreso mentre scrivevo. All’inizio doveva essere “solo” una voce del presente… poi, come spesso accade con i personaggi testardi, ha iniziato a prendere spazio. Il diario che ritrova non è solo una chiave per capire il passato, ma diventa anche uno specchio: mentre scopre Carlotta, inizia a scoprire se stessa. Le loro vite si parlano, si rispecchiano. E sì, a un certo punto, si intrecciano in modo molto più profondo di quanto Elena immaginasse.
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Anche l’amore è uno dei temi portanti del romanzo in tutte le sue sfaccettature. Ci parla del legame tra Carlotta e il duca Giorgio?
Il legame tra Carlotta e Giorgio è tenero, autentico, costruito più su sguardi e silenzi che su gesti plateali. Non è una storia d’amore da romanzo rosa, ma una relazione che cresce, si incrina, si trasforma. Carlotta si confronta con i suoi limiti, con i doveri, ma anche con il desiderio di essere amata per ciò che è davvero. E Giorgio… diciamo solo che è un uomo all’altezza.
Anche la famiglia è molto importante nel corso della storia. Carlotta non si sente a suo agio con i propri genitori in seguito al loro divorzio. Durante il romanzo come si evolve il rapporto tra Carlotta e sua madre in particolare?
Il rapporto con Marianna, la madre, è forse quello più complesso e doloroso. Carlotta si sente tradita, abbandonata. Eppure, sotto quella rabbia, c’è una grande somiglianza tra le due. Il viaggio emotivo di Carlotta è anche un percorso per rivedere la madre con occhi nuovi. Non vi dico come andrà a finire, ma vi anticipo che, come nella vita, anche nella storia serve tempo, pazienza e un pizzico di coraggio per ritrovare il filo.
Viene trattato anche il tema della violenza sulle donne attraverso il terribile episodio di Elena che rimane quasi vittima del Valsecchi. Ci da la sua opinione in merito a un tema che ancora oggi sconvolge la nostra società?
Purtroppo la violenza sulle donne non è un tema del passato. Con Elena ho voluto raccontare quella sensazione di pericolo che tante donne conoscono fin troppo bene, quella paura che ti immobilizza. Scrivere di certe cose fa male, ma è necessario. Non possiamo più permetterci di tacere. La letteratura può essere una voce che denuncia, ma anche che consola, che fa sentire meno sole.
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C’è qualcuno che l’ha spinta a scrivere questo romanzo oppure come ha deciso di descrivere la storia della principessa Carlotta?
Villa Carlotta mi ha chiamata. Passeggiavo tra le sue stanze e mi chiedevo: “Chi ci ha vissuto davvero, prima che diventasse un museo?”. Poi ho incontrato Carlotta nei libri di storia e ho sentito una scintilla. Non volevo scrivere una biografia, ma darle una voce, immaginare cosa avrebbe potuto provare. E ho capito che la sua storia aveva ancora molto da dire, oggi più che mai.
Questo romanzo avrà un seguito. Ci da qualche piccolo spoiler sul secondo romanzo della saga?
Ci sarà un seguito, altri quattro romanzi ambientati ognuno in una villa storica del lago di Como. Non posso svelare troppo, nemmeno il nome della seconda villa, posso dire che avranno la cadenza di uno all’anno, all’inizio di ogni estate e che ogni romanzo sarà autoconclusivo, anche se alcuni personaggi secondari avranno ancora qualcosa da dire, magari anche di più, chi lo sa.




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