Il mio vero nome è Elisabeth è un romanzo di Adèle Yon ed è stato pubblicato da Neri Pozza nel 2026.

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La storia inizia con il suicidio di un uomo di grande fama, senza problemi di salute, che si butta dalla finestra. Un suicidio pianificato il suo a cui ha pensato per 50 anni. Protagonista è anche la fotografia di una donna in età avanzata con due cicatrici sulle tempie e un volto dallo sguardo smarrito. La donna si chiama Elisabeth e la narratrice non l’ha mai conosciuta sebbene essa sia la sua bisnonna morta molti anni prima della sua nascita. Di lei la donna sa poco se non ciò che le viene raccontato dalla famiglia: Betsy, come tutti in famiglia l’hanno sempre chiamata, non era spesso presente tra loro, ma si faceva viva qualche volta nel corso dell’estate.

Il suo più assiduo pensiero era rivolto sempre ad André, l’uomo che aveva sposato da giovane e dalla cui unione erano nati sei figli. Betsy parlava in modo singolare, talvolta gridava, si rattristava, si arrabbiava spesso e tutto ciò probabilmente dipendeva dalla lobotomia a cui era stata sottoposta contro il suo volere per decisioni prese dal marito e dai medici. La narratrice della storia poco sa della sua bisnonna, ma presto ricostruire la sua esistenza diventerà fondamentale per il benestare di tutti.

A trent’anni dalla morte della donna nessuno della famiglia parla volentieri di lei in quanto ricordare la sua persona rivanga ricordi, storie, vite. Con tutta una serie di documenti medici, lettere, testimonianze viene effettuata una ricostruzione dettagliata della vita della donna che ha passato tantissimi anni ricoverata e lontano dalla sua famiglia. In questo percorso a ritroso nel passato di Betsy si procederà coraggiosamente nella scoperta di un finale drammatico e sconvolgente.

Romanzo rivoluzionario che ripercorre l’esistenza di una donna e di un’intera famiglia, Il mio vero nome è Elisabeth è una sorta di romanzo femminista che indaga sulla vita di una donna inizialmente non pazza ma che, per la sua voglia di indipendenza, è stata soffocata da altri in modo doloroso e drammatico.

Si ringrazia Neri Pozza per averci regalato una copia del romanzo.