Chi nasce a Troumaron, finirà per morirci. Lo sanno tutti quelli che sono cresciuti in quel malfamato quartiere di Port Louis: oltre gli accattivanti bar per turisti, oltre le luccicanti acque per ricchi, ci sono miseria, criminalità e violenza. Lo sa Clélio, scosso da una rabbia che non riesce a controllare. Lo sa Sadiq, dilaniato dal desiderio di andarsene e da quello di restare. Perché in quel quartiere vive Eva. Eva, che lui ama alla follia. Eva, una ragazzina magra e minuta che pure esercita un’attrazione assurda sugli uomini. E lei, quell’attrazione, cercherà di sfruttarla fino in fondo: per poter dire, almeno una volta, di avere lei il controllo sulla propria vita. Ma non sa che il percorso che ha scelto la porterà all’autodistruzione.

Eva dalle sue rovine è un romanzo duro e lirico, violento e poetico. L’autrice Ananda Devi non chiude gli occhi di fronte agli abusi e alle ingiustizie che si consumano tra i vicoli più poveri. Al contrario, vi si immerge, portando con sé il lettore in un viaggio attraverso le ombre che si celano dietro le false patine di ricchezza e prosperità. Un romanzo che, nella sua brevità, è da affrontare piano piano, per non lasciarsene sopraffare.

Leggo di nascosto, continuamente. Leggo nei gabinetti, nel bel mezzo della notte, leggo come se i libri potessero allentare il nodo scorsoio che ho intorno al collo. Leggo capendo che c’è un altrove. Una dimensione dove le possibilità sono strabilianti.

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Voto: 4,5/5