In una domenica mattina autunnale del 1950 Valeria Cossati, donna lavoratrice e sposata di 43 anni con Michele Cossati e madre di due figli, Riccardo e Mirella, va dal tabaccaio e d’improvviso acquista un quaderno nero. Lo compra sebbene il tabaccaio l’abbia messa in guardia che si tratta di un bene che in una tabaccheria non dovrebbe essere venduto, considerando che soprattutto nei giorni di festa ai tabaccai è consentito vendere soltanto prodotti per fumatori.
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Tornata a casa, anziché mettere al corrente la famiglia del fatto che si sia comprata un quaderno per riportare i suoi pensieri, decide di nasconderlo e tenerlo tutto per sé. Se inizialmente decide di riportare per iscritto solo gli eventi più banali della propria ordinaria e grigia vita quotidiana, successivamente cambia idea e scrive tutta una serie di considerazioni riguardanti l’ipocrisia del mondo in cui vive, in cui ricopre il ruolo di moglie, madre e impiegata presso lo studio di Guido, il suo capo. All’interno del proprio “quaderno proibito” annota tutta una serie di riflessioni anche sui suoi figli, su suo marito che la sta sempre più trascurando, pensando soprattutto a se stesso e ai suoi progetti.
Rivela anche i suoi sentimenti per Guido, che incontra tutti i sabati nello studio in cui lavora, allo scopo inizialmente soltanto di rilassarsi. Presto quegli incontri diventano sempre più profondi al punto tale che Guido gli confessa il suo amore da lei stesso ricambiato. Gli ultimi eventi familiari però faranno riflettere la donna, considerando che suo figlio Riccardo e la sua fidanzata Marina attendono un bambino. Sarà lei ad occuparsi della sua educazione. Decide così di bruciare il quaderno e di ritornare alla vita monotona e grigia di sempre.
Libro brillante, scritto sotto forma di diario da Alba de Céspedes, rappresenta una forte critica al conformismo della società italiana dell’epoca e alla condizione femminile negli anni Cinquanta. Si indaga profondamente sul disagio, sull’inquietudine e sulla solitudine dell’essere umano che deve assumersi la responsabilità delle proprie scelte personali.


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