Guardando i dipinti di Michela Cortese, l’osservatore si trova immerso nella luce delicata di paesaggi sospesi tra realtà e sogno. Adottando la tecnica del soft pastel, le sue tele sono capaci di trasmettere emozioni uniche e profonde, quelle che soltanto la natura sa infondere. I lavori dell’artista non solo catturano la bellezza della natura: raccontano una ricerca costante di armonia, luce e serenità. Tra Italia e Cornovaglia, ogni paesaggio diventa per lei una vera e propria occasione di sperimentazione e riflessione, un mezzo per trasmettere emozioni che vanno oltre la semplice rappresentazione. I suoi lavori nascono da un linguaggio personale, dove luce e colori dialogano con lo spettatore, offrendo momenti di quiete e contemplazione.

L’intervista

Arstorica – Buongiorno Michela, piacere di conoscerla. Quando ha scoperto l’amore per l’arte?

Michela Cortese – Ho scoperto l’amore per l’arte “da sempre”, nel senso che non ricordo un momento della mia vita in cui non avevo il desiderio di dipingere o disegnare. Quando durante le scuole medie si solidifica la passione per delle materie specifiche, nel mio caso erano l’arte e le lingue straniere, decisi però di continuare gli studi alla scuola superiore focalizzandomi sulle lingue. Quella decisione purtroppo mi tolse la possibilità di praticare l’arte per diversi motivi, ma ricordo come il mio professore di storia dell’arte mi aprì gli occhi sull’arte a livello internazionale. E fu proprio durante gli anni del liceo che scoprii la mia passione per l’impressionismo e il romanticismo come movimenti artistici. I vari viaggi dopo il liceo e i 12 anni passati fissi in Gran Bretagna mi hanno poi portato a consolidare questa passione e a riavvicinarmi alla possibilità di dipingere. Ma l’arte l’ho sempre praticata, in un modo o in un altro, se considero anche uno dei miei primi lavori come fotografa e poi gli studi universitari, che mi hanno portata a diventare professoressa ed esperta di sceneggiature per l’industria del cinema e della televisione.

Diritti di copyright di Michela Cortese

 

Il suo lavoro si divide tra Italia e Cornovaglia. Come riesce a organizzare il suo lavoro, ce ne parla?

Il mio lavoro (diciamo più passione che lavoro) come pittrice è dettato sempre dai tempi e termini del mio lavoro di professoressa per la Falmouth University, una prestigiosa università delle arti che ha sede nella meravigliosa contea della Cornovaglia. Un po’ come tutte le università britanniche, già prima dell’emergenza Covid, anche il mio dipartimento aveva iniziato ad aprire la possibilità agli studenti di frequentare i Masters (equivalenti della specialistica italiana) anche online. E così, pian piano, il mio insegnamento in classe si è spostato completamente online, dandomi la possibilità di tornare sempre di più in Italia. Quindi, quando necessario, viaggio tra Italia, UK e Irlanda (mio marito è irlandese) e queste due ultime sono decisamente la mia più grande ispirazione per quanto riguarda la pittura e la fotografia del paesaggio.

Lei realizza dei pastelli molto belli dai colori molto luminosi e rilassanti. Ci spiega meglio la sua tecnica pittorica?

Prima di tutto, è bene specificare ai nostri lettori che quando si parla della tecnica del pastello morbido (soft pastel), come nel mio caso, si parla di pittura tramite degli sticks di pigmento. Lavorare con il pigmento è qualcosa di speciale e primordiale se si pensa che le prime raffigurazione create dall’uomo sono state possibili grazie ai pigmenti che si trovano in natura. Ma per quanto semplice sembri questa tecnica, ci sono tantissimi accorgimenti che bisogna avere. Per esempio, l’acquisto di una buona carta (che ha la stessa texture della carta vetrata) che possa reggere la polvere dei pigmenti, usare colori/stick di pastello di alta qualità e poi capire l’effetto finale che si vuole raggiungere secondo l’immagine che si vuole raffigurare. Per riuscire ad avere quell’effetto luminoso e rilassante a cui si riferisce, bisogna partire da un buon “underpainting” che fissi la prima parte del colore, poi iniziare a dipingere le prime “masse” di colore scuro e proseguire con i mezzi toni ed i chiari. È difficile spiegare questa tecnica poiché dopo avere capito le basi, ogni pittore che usa il pastello morbido sa con certezza che dovrà adattarsi ad nuova sfida nel prossimo dipinto. Il procedimento non è mai identico!

La natura è l’elemento centrale dei suoi lavori. Cosa rappresenta per lei?

La natura è tutto. Per esempio, sono una persona che apprezza molto l’architettura ma non credo ci sia nulla di più importante della natura anche per capire l’architettura. La natura per me rappresenta felicità, emozione, libertà, speranza, riflessione. Potrei andare avanti con diverse descrizioni, ma diciamoci la verità: la natura è “bellezza”. Nel mio caso, “the search for beauty” tramite la natura è stato un modo per combattere il “male” e alcuni traumi della vita.

Oltre alle tecniche pittoriche che già adotta attualmente, le piacerebbe sperimentarne altre? E se si, quali?

Adoro la pittura ad olio, ed infatti sia sul mio sito “Michela Cortese Art” che sulla mia pagina Instagram si possono trovare alcuni dei miei dipinti ad olio. Avrei anche intenzione di provare la tecnica “gouache” che rimane un po’ tra l’effetto dell’olio e dell’acquerello.

Esiste un’opera tra quelle da lei realizzate che ama più di ogni altra?

Non posso dire francamente di amarne una in particolare ma adoro le rappresentazioni dei boschi e dei fiori (per esempio, The Secret Glow of the Woodland). Non smetterò mai di dipingere queste forme!

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Le emozioni sono una componente molto importante delle sue opere. Che cosa rappresentano per lei?

Le emozioni sono alla base dell’arte o almeno dovrebbero esserlo! Che si tratti di musica, fotografia o pittura, lo scopo ed il desiderio dell’artista sono quelli di trasmettere un’emozione. Nulla da togliere a chi vede l’arte più come un modo di raffigurare per avere dei bellissimi lavori che possano ben arredare gli spazi in casa o altri edifici, per esempio. Ma dal mio punto di vista, è importante che ci sia un momento in cui la persona che guarda il mio dipinto senta qualcosa. E questa emozione può cambiare da persona a persona ovviamente. Nel mio caso, spero che la luce nei miei quadri possa donare un momento di serenità.

I suoi quadri ricordano tantissimo le opere impressioniste e romantiche. Quando li esegue si è mai ispirata ai grandi maestri di queste correnti pittoriche?

La mia più grande ispirazione, anche se non credo si possa tracciare una linea diretta tra i miei quadri e le loro opere, sono i dipinti di John Constable, Caspar Friedrich e Monet. La grande differenza è che, a confronto con le loro opere, io tendo a non avere architettura o soggetti umani nei miei paesaggi.

Quando le sue opere hanno iniziato ad essere apprezzate a livello nazionale e anche internazionale, cosa ha pensato?

Nel momento in cui ho iniziato a ricevere attenzione sulle mie opere, la prima cosa che ho pensato è stata che esistono nel mondo persone che hanno la mia stessa sensibilità artistica. E sotto un certo punto di vista questa cosa mi connette con il mondo nel senso più ampio. Ma per ritornare al discorso di prima, secondo me sono proprio la natura e la luce gli elementi che riescono ad unire tutti. Sono due concetti che non hanno confini.

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Ha qualche sogno nel cassetto per il futuro?

Accanto al mio lavoro di pittrice e sceneggiatrice, sono anche fondatrice di una casa di produzione, “OutWrd“, che ha lo scopo di diffondere le grandi sceneggiature di artisti internazionali sotto forma di ‘audio drama’. Il mio sogno sarebbe trovare una connessione tra le mie rappresentazioni pittoriche e quelle audio. Potrebbe essere un’ambizione troppo grande ma, alla fine, l’arte è soprattutto sperimentazione e forse un giorno riuscirò a trovare questo legame tra due settori che sembrano tendenzialmente opposti.

Per vedere le opere di Michela Cortese clicca sulla seguente pagina!

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