Hugo Adema vive da sempre un’esistenza ovattata. Figlio di una ricca famiglia, non ha mai dovuto lottare per conquistarsi qualcosa: casa nel centro di Amsterdam, un cottage comprato di impulso sulle colline di Ibiza, può dedicarsi liberamente all’arte. La sua relazione con Loïs, la sua musa, gli pare il coronamento di una vita perfetta. Finché non cambia tutto.
Loïs lo lascia all’improvviso, facendolo piombare nella solitudine e in un buco nero dove l’ispirazione non arriva. Poi, un incontro non del tutto fortuito con lo scrittore e giornalista Tommy Wieringa lo porta a guardare in faccia l’oscuro passato della sua famiglia. Perché il denaro degli Adema è insanguinato dalle azioni del loro capostipite, Willem Adema. Il nonno di Hugo è stato un convinto nazista, un sostenitore dell’eugenetica, un ammiratore del futurismo, della guerra, del Lebensraum: lo è ancora? All’epoca se l’era cavata con poco, era scappato in Venezuela ed era tornato in Olanda da ricco imprenditore. Ma cosa ha fatto Willem Adema durante la guerra? Hugo osserva il nonno centenario, intorno al quale si è radunata tutta la famiglia – incluso suo fratello gemello Willem, così chiamato proprio in onore del capofamiglia – e dietro quella facciata incartapecorita legge ancora la stessa superbia, l’attitudine a comandare, l’abitudine a essere ubbiditi. E che dire di suo fratello gemello, Willem il Giovane, che a capo dell’impresa di famiglia riecheggia alcune delle idee del nonno: gli Adema sono fatti per comandare, l’uguaglianza non esiste, le democrazie sono sistemi superati, il cambiamento climatico un complotto dei partiti di sinistra. Una famiglia di neofascisti e neonazisti, ecco che cosa sono gli Adema, votati alla ricchezza e al potere: solo Beth, la governante che si è presa cura dei gemelli quando erano bambini, ha davvero voluto bene a Hugo e ha alimentato il suo talento artistico.
In Nirvana, Hugo affronta un percorso di riconoscimento e crescita, guardando sin dentro gli abissi del passato del nonno: la violenza, gli omicidi, le idee pericolose. Armato solo delle sue tele e del cuscino da meditazione, Hugo decide finalmente chi vuole essere: non più l’uomo che ha vissuto comodamente all’ombra di un passato equivoco, ma un artista che vuole dare un taglio deciso a quel legame famigliare malato, contaminato. Addio all’unità della famiglia, addio alla coesa protezione della reputazione del nonno, fondatore della loro ricchezza: una catarsi che prende vita sulla tela e che consacra il nome di Hugo a leggenda. Nirvana è un libro complesso, immenso, eclettico, dove confluiscono riflessioni sulla storia, sulla natura, sull’essere umano, non da ultimo sul cambiamento climatico; è romanzo di formazione, manifesto ambientalista, testimonianza storica, denuncia degli estremismi di destra allo stesso tempo. È una storia di metamorfosi, che si muove
Nella nebbia e nelle ombre della semioscurità, lo scenario instabile dove una cosa diventa l’altra.
Ringraziamo di cuore la casa editrice Iperborea per averci regalato una copia del romanzo.
Voto: 5/5


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