E non scappare mai è un romanzo di Annalisa Cuzzocrea pubblicato da Rizzoli nel 2025. Nella scatola blu consegnatagli da Sara Scalia, figlia di Miriam Mafai, vi sono conservati diari, lettere, telegrammi e i più preziosi ricordi della politica, giornalista e scrittrice che hanno permesso ad Annalisa Cuzzocrea di ricostruire in modo genuino la figura di Miriam Mafai.

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Figlia degli artisti Mario Mafai e Antonietta Raphaël, Miriam mostra fin da bambina grande acutezza e intelligenza. Negli anni della Resistenza si distinse distribuendo volantini antifascisti e lavorando, nel 1944,  presso l’ufficio stampa del ministero dell’Italia occupata. Nel dopoguerra si iscrisse al Partito Comunista Italiano, iniziando la sua attività politica.

L’autrice di E non scappare mai non ci descrive solo Miriam Mafai come politica, giornalista e scrittrice, ma anche come donna, madre e femminista. Passa in rassegna gli eventi dolorosi legati al suo primo breve matrimonio con l’ebreo egiziano Ugo Nacson suicidatosi con una pistola, l’incontro con Umberto Scalia, abruzzese di umili origini con cui si sposò dopo una frequentazione avvenuta tra le file del Partito Comunista e dalla cui unione sono nati i suoi due figli: Luciano e Sara. Si descrive come la passione della donna per il suo lavoro logorò il loro matrimonio che finì con il divorzio.

Infine viene approfondito il suo grande amore per il partigiano Nullo, lo storico comunista Gian Carlo Pajetta, uomo molto più grande di lei da cui però si sentì sempre capita, protetta e amata. La morte dell’uomo per lei fu un duro colpo, ma nonostante tutto continuò ad amare sempre di più la vita, i suoi figli e il suo lavoro. Insieme alla vita di Miriam Mafai si ricordano anche i più grandi eventi che hanno segnato l’Italia: la fine della guerra, la ricostruzione nazionale, le grandi lotte per i diritti delle donne e di tutti i cittadini italiani, il sequestro e l’uccisione il 9 maggio 1978 dell’importante esponente della Democrazia Cristiana Aldo Moro, la morte del segretario del PCI Enrico Berlinguer l’11 giugno 1984.

Romanzo molto bello offre un ritratto di una donna molto caparbia, forte, indipendente, amante del proprio lavoro, della vita e in primo luogo una delle più grandi femministe che il nostro Paese ha avuto, che ha lottato per la libertà e la democrazia.