Il commissario Franck Sharko non se la sta passando molto bene. Dopo anni di crisi matrimoniale dovuta al suo lavoro (non è facile trovare un equilibrio famigliare quando il tuo telefono squilla in continuazione), ecco che sua moglie Suzanne scompare nel nulla. Mentre è lacerato dal dubbio, dal non sapere che cosa le è successo, Franck si ritrova di fronte a un caso di omicidio tanto brutale quanto intricato: l’assassinio di una donna, torturata e seviziata con dovizia di particolari e un sangue gelido che denota un’intelligenza (e una crudeltà) fuori dal comune, dà inizio a un gioco perverso tra lui e l’assassino, una caccia in cui non è più chiaro chi sia la preda e chi il predatore.
Treno infernale per l’Angelo rosso è il primo romanzo del giallista francese, e si vede. Dentro vi sono già tutti gli ingredienti che avrebbero caratterizzato le sue opere successive: l’atmosfera nerissima, la violenza dei crimini, le descrizioni dettagliate ai limiti del macabro. L’intrigo è serrato, machiavellico, in un puzzle di colpi di scena che echeggia C’era due volte e Il sogno. Forse gli manca quel ritmo serrato e da page-turning de Il manoscritto, mentre il finale risulta un po’ affrettato rispetto alla suspense creata nel corso della narrazione. Certo è stato un esordio che si è fatto notare.
Però vi avverto: Franck Thilliez non è per tutti. Se siete deboli di stomaco o facilmente impressionabili, è meglio che cambiate titolo. Se amate il brivido, se non temete l’oscurità, se volete rimanere svegli la notte in compagnia di demoni e ossessioni, allora tuffatevi senza esitare: questo è il romanzo che fa per voi.
Ringraziamo la casa editrice Fazi per averci regalato una copia del romanzo.
Voto: 4/5
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