Ida Faubert
Una delle prime poetesse haitiane a raggiungere una fama internazionale, Ida Faubert è stata una personalità forte e non convenzionale: cresciuta tra due culture, di razza mista, a cavallo tra due secoli, non rientrava in nessuna delle categorie femminili socialmente accettabili. Unica figlia del presidente haitiano Lysius Salomon, Gertrude Florentine Félicitée Ida Salomon Faubert nacque il 14 febbraio 1882 ad Haiti (Port-au-Prince); sua madre, Florentine Potiez, era francese. Quando Ida aveva solo sei anni, i cambiamenti politici del paese spinsero la famiglia a cercare rifugio in Francia; poco dopo, il padre Lysius morì, e Ida venne affidata ai nonni materni e inviata a studiare in un istituto gestito dalle suore.
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La Francia di fine Ottocento stava vivendo il massimo splendore della Belle Époque, ricca di sperimentazioni artistiche, culturali e intellettuali; Ida frequentò i circoli artistici più vivaci di Parigi, dove si trovava a proprio agio grazie al suo carattere naturalmente curioso e al suo atteggiamento affascinante. In quegli anni, dal breve matrimonio con Léonce Laraque nacque la figlia Jacqueline: morta quando era ancora in fasce, sarebbe diventata la destinataria di molte elegie da parte della poetessa.
Il fiore di Haiti
All’inizio del nuovo secolo, appena ventenne, Ida Faubert tornò ad Haiti. La sua personalità e il suo retaggio famigliare le conquistarono un posto tra le classi più privilegiate, che erano anche quelle che finanziavano con il proprio contributo l’attività culturale e artistica di Port-au-Prince: non ci volle molto prima che Ida Faubert si affermasse come l’indiscussa poetessa emergente di Haiti. Iniziò a vivere a cavallo tra Haiti e Parigi; in quest’ultima città ebbe una relazione con André Faubert, da cui ebbe un figlio, Raoul, e che infine sposò nel 1906.
Nel frattempo, la donna riuscì a farsi accettare dal movimento culturale La Géneration de la Ronde, che si esprimeva con critiche e recensioni tramite la propria rivista di riferimento La Ronde: un movimento letterario molto influente e dominato dagli uomini, in contrapposizione con un movimento letterario più piccolo a fondazione e gestione femminile. La Géneration de la Ronde puntava a una produzione poetica francofona e universale, capace di competere con quella europea, e come tale si soffermava su temi appunto universali come l’amore, la morte, il senso della vita, la malinconia, mentre drammaturghi e scrittori di prosa si concentravano su tematiche più vicine alla quotidianità e all’ambiente di Haiti.
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Grazie ai contenuti delle sue liriche, molto vicine ai leitmotiv de La Ronde, Ida cominciò a pubblicare le proprie poesie a partire dal 1912; alcuni sostengono che in realtà l’artista aveva già pubblicato altro ma sotto falso nome, cosa abbastanza comune per le donne dell’epoca. Fu comunque una delle pochissime donne haitiane a pubblicare poesie firmandole con il proprio nome, in mezzo a una generazione di poeti prevalentemente maschile.
Gli anni di Parigi
Ida si separò dal marito e si trasferì con suo figlio a Parigi nel 1914, giusto poco prima che scoppiasse la Prima Guerra Mondiale e Haiti venisse invasa dagli Stati Uniti: un evento che scosse profondamente l’isola e alimentò profondi sentimenti antiamericani e anticoloniali. In seguito, alcuni racconti di Ida Faubert si sarebbero concentrati proprio sul sentimento di “indigenismo”, un movimento di intellettuali e scrittori haitiani che promuoveva il concetto di identità haitiana.
Durante la guerra, Ida si offrì volontaria come infermiera; terminato il conflitto, nei “ruggenti anni Venti”, l’artista spopolò nei circoli letterari parigini e aprì un proprio salotto letterario frequentato da nomi come Colette e Anna de Noailles. Furono anni fecondi; le liriche di quel periodo furono poi pubblicate nel 1939 nel volume Cœur des Îles, con una specifica sezione dedicata alla figlia perduta. Cœur des Îles vinse il premio Jacques Normand de la Société des Gens de Lettres.
Poco dopo la pubblicazione di Cœur des Îles, scoppiò un’altra guerra. Ida rimase a Parigi mentre suo figlio Raoul veniva arruolato nell’esercito; la moglie e il figlio di Raoul vennero mandati al sicuro in campagna. Nonostante l’occupazione tedesca, Ida continuò a scrivere poesie e racconti; questi ultimi sarebbero poi stati pubblicati nella raccolta Sous le soleil caraïbe, histoires d’Haïti et d’ailleurs (1959).
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A differenza delle poesie, più concentrate su tematiche universali che su un luogo, i suoi racconti sono profondamente haitiani: anche se ambientati in una Haiti letteraria, i riferimenti geografici sono chiaramente distinguibili, così come le paure, i desideri, gli inganni dell’umanità haitiana, caratterizzata da continue tensioni di classe e di razza.
Negli anni Cinquanta, la poetessa continuò a mantenere rapporti con amici e artisti haitiani e nel frattempo si impegnò in iniziative a sostegno dei reduci di guerra e dei senzatetto. Considerata una delle più grandi poetesse haitiane, Ida Faubert morì il 23 luglio 1969 nel quartiere parigino di Joinville-le-Pont.
A cura di Chiara Saibene.




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