Ada ha una bella vita. O almeno così crede.

Nata nel privilegio, non le è mai mancato nulla. I suoi genitori la amano, anche se sua madre sa essere dura e suo padre talvolta è assorbito dal lavoro. Ora l’aspetta il destino di ogni giovane signorina di buona famiglia: un matrimonio con un nome prestigioso, e anche in questo Ada alla fine si ritiene fortunata, perché conosce il suo futuro marito da anni e gli vuole molto bene.

Eppure…

Ada sente che le manca qualcosa, che vuole costruirsi un pezzo di vita che sia solo sua. Anche se alle donne non è consentito laurearsi, persuade suo padre a lasciarle frequentare un corso universitario di letteratura, per ampliare i propri orizzonti e vivere un’esperienza diversa prima del matrimonio. Ed è proprio sulle rive del lago di Costanza, durante il suo soggiorno austriaco, che la sua vita cambierà per sempre, e in modo irrimediabile. Mentre il potere nazista si consolida in Germania e minaccia di inglobare anche l’Austria, Ada vede per la prima volta con chiarezza la superficialità della propria esistenza, le sbarre dorate dietro a cui ha vissuto fino a quel momento, e rimette in discussione tutto: dal proprio futuro all’amore per il proprio padre, convinto sostenitore del nuovo partito nazista.

Intrecciando la storia di Ada con altre vite e altri luoghi, dall’Austria all’Italia, dalle Dolomiti a Firenze, Giulia dal Mas dimostra che la famiglia non è composta da legami di sangue, ma dalle persone che si sceglie di avere accanto.

Ringraziamo la casa editrice Tre60 per averci omaggiato di una copia del romanzo.

Voto: 4/5

Copyright: Tre60

Per chi ha amato:

La cacciatrice di storie perdute – Sejal Badani

Le otto vite di una centenaria senza nome – Mirinae Lee

La segnatrice – Elena Magnani

A cura di Chiara Saibene.