Biofisica e ingegnere ungherese, Mária Telkes ha lavorato moltissimo sulle tecnologie a energia solare. Nacque a Budapest, Ungheria, nel 1900 da una famiglia di origini ebree che, nell’Ottocento, aveva “ungherizzato” il proprio cognome in Telkes, salendo poi la scala sociale fino a entrare nella nobiltà ungherese. Mária crebbe e venne educata a Budapest, e suo padre Aladár la incoraggiò sempre ad approfondire i propri interessi, in particolare la chimica, a cui Mária si dimostrò appassionata sin da quando era bambina. E alla chimica infatti dedicò i suoi studi universitari, laureandosi poi in chimica fisica nel 1920. Fu durante il suo primo anno di università che lesse il libro che le cambiò letteralmente la vita: Energy Sources of the Future (“Fonti energetiche del futuro”) di Kornel Zelowitch.
Una carriera in salita
La lettura del libro di Zelowith l’avvicinò al mondo dell’energia solare, che diventò il suo principale campo di interesse. Dal momento che la maggior parte delle ricerche in quell’ambito veniva svolta negli Stati Uniti, Mária iniziò a coltivare l’ambizione di trasferirsi lì. Prima, però, ottenne un dottorato, sempre in chimica fisica, dall’Università di Budapest, e poi insegnò fisica presso la sua alma mater e all’Università di Ginevra. Nel 1924, dopo essere andata a trovare un parente a Cleveland, Ohio, decise definitivamente di trasferirsi negli Stati Uniti. Approfittando del legame di parentela anche lei si recò a Cleveland, dove venne assunta dalla Cleveland Clinic Foundation e si dedicò alle sue prime ricerche sull’energia prodotta dagli organismi viventi. Con il proprio mentore, il chirurgo americano George Washington Crile, lavorò a un meccanismo fotoelettrico in grado di registrare le onde cerebrali, e contribuì alla stesura di un libro, Phenomenon of Life.
Negli anni Trenta, Mária lavorò come fisica presso un’azienda di prodotti elettronici, la Westinghouse di Pittsburgh, Pennsylvania, che la promosse poi al ruolo di ingegnere di ricerca quando la donna ottenne la cittadinanza americana nel 1937. Fu poi nel 1939 che poté passare a concentrarsi sulla sua vera passione: l’energia solare. Grazie alle sue competenze e qualifiche professionali, Mária entrò a far parte del progetto Solar Energy Conversion presso il MIT, istituto in cui rimase per i successivi tredici anni, lavorando soprattutto sullo sviluppo di dispositivi termoelettrici ad energia solare.

Fonte: mujeresconciencia.com
Pioniera della sostenibilità
L’interesse di Mária Telkes per l’energia solare non era solo scientifico, ma si basava anche su una sua sensibilità alla sostenibilità e all’ambiente, all’epoca ancora abbastanza inedita. Con le sue ricerche, la scienziata mirava a creare alternative sostenibili e green alle tradizionali modalità di combustione e riscaldamento, soprattutto in ambito domestico. Fu lei a inventare il primo sistema di riscaldamento domestico ad energia solare, nonché il primo distillatore solare per la depurazione dell’acqua per uso domestico. Molte sue ricerche si concentrarono sullo sviluppo di dispositivi in grado di immagazzinare l’energia solare per utilizzarla in seguito; in pratica, la base delle moderne batterie per i sistemi ad energia solare.
Durante la Seconda guerra mondiale, Mária venne reclutata dall’Office of Scientific Research and Development (OSRD), il dipartimento statunitense dedicato alla ricerca e allo sviluppo scientifici, e in quell’ambito la donna concepì e progettò un apparecchio di desalinizzazione dell’acqua ad energia solare: un sistema che contribuì a salvare la vita di molti soldati, permettendo loro di ottenere acqua pulita e potabile in situazioni critiche. Questa invenzione le valse un Certificato al merito nel 1945 e, in seguito, un riconoscimento da parte della Society of Women Engineers.

Mária Telkes di fronte al suo impianto solare, 1952
Fonte: https://www.sn.at/
La regina del sole
Sebbene l’impianto di desalinizzazione sia il suo progetto più noto, non è certo stato l’unico. Insieme all’architetta Eleanor Raymond e con i finanziamenti della filantropa Amelia Peabody, Mária Telkes realizzò la prima casa alimentata ad energia solare al mondo, la Dover Sun House. Con il sostegno della Ford Foundation, sviluppò un forno alimentato ad energia solare. I suoi studi sui materiali resistenti ad eventi estremi contribuirono alla progettazione delle missioni Apollo e Polaris. Negli anni Settanta, Mária si dedicò allo studio delle particelle fotovoltaiche e contribuì alla costruzione della prima casa con un sistema elettrico e di riscaldamento alimentato da energia solare.
Mária Telkes continuò a studiare e lavorare fino alla tarda età, senza mai tradire il suo proposito di usare la scienza per proteggere l’ambiente e migliorare le condizioni di vita. Nel corso della sua carriera si guadagnò il soprannome di “Sun Queen” e arrivò a depositare venti brevetti in diversi ambiti tecnologici. Morì nella sua città natale, Budapest, il 2 dicembre 1995, all’età di 94 anni.
A cura di Chiara.

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