Qualche annotazione storica sul vischio

Pianta cespugliosa appartenente alla famiglia delle Santalacee, il vischio è uno dei simboli più conosciuti delle festività natalizie. Già veniva venerato in epoca romana e greca e perfino Publio Virgilio Marone lo annovera nella sua opera letteraria più famosa, l’Eneide, definendolo il “ramo d’oro”. Riconosciuta nei secoli anche come pianta simbolo di pace e riconciliazione, nel I secolo i Druidi celtici hanno iniziato ad attribuirle il significato di fertilità e di vitalità. Proprio grazie a loro quindi è diventata una pianta sacra che è stata inserita nelle cerimonie religiose.

La cosa sorprendente è che cresce sui rami degli alberi, non sulle loro radici perché riesce ad accedere alle sostanze nutritive degli alberi stessi e ai raggi solari. Come si sa, la tradizione vuole che il vischio venga appeso alla porta di casa allo scopo di proteggere dal male e per garantire la fortuna. È solo a partire dal 1720 che si è diffusa una nuova tradizione prettamente natalizia: quella di baciarsi sotto il vischio, che si pensa sia un’invenzione probabilmente cristiana. Quest’ultima ormai è diventata una tradizione consolidatasi soprattutto nei Paesi anglofoni e poi in tutto il resto del mondo.

Il vischio nell’arte

Sebbene non siano tantissime le opere d’arte sul vischio, alcuni artisti si sono cimentati nella sua rappresentazione su tela. Ecco tre dipinti che raffigurano il vischio:

  1. Hanging the Mistletoe di Dante Gabriel Rossetti. 
  2. La raccoglitrice di vischio di John Everett Millais.
  3. Venditrice di vischio di Samuel Edmund Walle.

Hanging the Mistletoe di Dante Gabriel Rossetti

Hanging the Mistletoe è un dipinto dell’artista pre-raffaelita Dante Gabriel Rossetti. Questa tela è stata eseguita nel 1860 mediante la tecnica pittorica dell’olio su tavola e fa parte oggi di una collezione privata.

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Questo quadro ritrae una fanciulla dai bellissimi capelli rossi raccolti in due piccole trecce, nell’atto di appendere il vischio. Quasi certamente la modella che posò per quest’opera di Rossetti fu la sua compagna e musa Elizabeth Eleanor Siddal nota pittrice e poetessa britannica. La fanciulla indossa un abito verde salvia decorato con dei fiori rosa, una semplice collana composta da un nastro nero e un ciondolo e un braccialetto al polso. Ritratta a mezzo busto, ha uno sguardo serio rivolto verso l’osservatore del dipinto. Dal punto di vista tonale, il quadro viene dipinto con colori che vanno dal rosso al verde per la colorazione dei capelli, dei nastri, delle foglie, dell’abito e delle bacche di agrifoglio.

La raccoglitrice di vischio di John Everett Millais

La raccoglitrice di vischio è un dipinto di John Everett Millais e fu realizzato dall’artista nel 1894 mediante la tecnica pittorica dell’olio su tela. Oggi fa parte di una collezione privata.

Il quadro ritrae una fanciulla che si riposa in mezzo alla neve e che ha tra le mani una fascina con dentro dei rami di vischio. La giovane si volta dietro allo scopo di controllare che i rami del vischio non tocchino terra, infatti, secondo un’antica tradizione il vischio – essendo una pianta senza radici e aerea – non avrebbe mai dovuto toccare il suolo per non mescolarsi agli spiriti malvagi terreni che ne avrebbero compromesso i suoi poteri magici. Il colore predominante della tela è il bianco della neve che ricorda le festività natalizie, di cui il vischio è diventato simbolo.

Venditrice di vischio di Samuel Edmund Walle

Venditrice di vischio è un quadro realizzato nel XIX secolo dal pittore inglese Samuel Edmund Waller.

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In questo quadro viene ritratta una giovane bambina bionda colta di profilo con in mano dei rami di vischio che deve vendere. La fanciulla viene ritratta con indosso una camicia verde e una gonna rossa. I suoi piedi sono scalzi e ciò sembra essere in contrasto con il paesaggio circostante, il quale è innevato e tipicamente invernale. In lontananza, sulla tela, si intravede anche un uomo con indosso un cappello e in compagnia dei suoi cani.