Maria Sybilla Merian

Una delle prime naturaliste europee a documentare le sue osservazioni sugli insetti, Maria Sibylla Merian è stata entomologa e illustratrice botanica.

Nata il 2 aprile 1647 a Francoforte, all’epoca una città del Sacro Romano Impero, era figlia di Matthäus Merian, appartenente a una prestigiosa famiglia svizzera. Quando suo padre morì, la madre Johanna Sybilla Heyne si risposò in seconde nozze con Jacob Marrell, noto pittore di nature morte, che rappresentò il primo mentore e insegnante della piccola Maria Sybilla. Fu infatti il patrigno a incoraggiarla a disegnare e dipingere, arte in cui la ragazza si cimentò già a tredici anni, affiancandola alla lettura di testi sulla storia naturale.

A spasso nei giardini

Nel 1665, Maria Sybilla sposò un apprendista del patrigno, Johannes Andreas Graff, e dopo la nascita della loro prima figlia, Johanna Helena, tutta la famiglia si trasferì a Norimberga, città di origine del marito. Lì, la donna iniziò a guadagnarsi del denaro proprio sia disegnando motivi da ricamo sia insegnando disegno alle figlie nubili di famiglie ricche. Fu proprio quest’ultima attività a darle accesso agli ampi e vari giardini delle ville dei più ricchi, e in quei giardini Maria Sybilla continuò la sua osservazione e documentazione degli insetti. I suoi accurati disegni di flora e fauna la fecero ammettere all’Accademia tedesca di disegno di Joachim von Sandrart: grazie all’esperienza accademica, diede alle stampe una serie di volumi con stampe floreali (1975) e poi pubblicò il suo primo libro illustrato sugli insetti e le loro metamorfosi (1679).

L’esperienza labadista

Nel 1678 Maria Sybilla diede alla luce una seconda figlia, Dorothea Maria, eppure il suo matrimonio non era molto felice. La famiglia si spostò a Francoforte, poi Maria Sybilla si allontanò dal marito e andò provvisoriamente ad abitare, insieme alle figlie, con la madre quando quest’ultima rimase vedova (1681); in seguito, ricongiuntasi con Johannes Andreas, tutti insieme si spostarono nel Friesland, dove viveva Caspar Merian, il fratellastro di Maria Sybilla.

In quella regione, la donna venne a contatto con la comunità labadista: un movimento religioso protestante che aspirava a un’esperienza spirituale più pura e scevra di ritualisti. Le loro comunità promuovevano una vita di semplice lavoro e scambio, e fu nella comunità stabilitasi nel castello di Waltha che Maria Sybilla rimase per alcuni anni. Lì partecipò alla vita di gruppo, studiò latino e storia naturale, osservò la flora e la fauna della campagna circostante, e migliorò le proprie competenze scientifiche.

Le vie di Amsterdam

La madre di Maria Sybilla morì nel 1690: questo la spinse a lasciare la comunità labadista e a trasferirsi ad Amsterdam, dove infine divorziò dal marito. Allo stesso tempo, però, la sua figlia maggiore Johanna sposò un ricco mercante olandese, Jakob Hendrik Herolt, che le garantì sostentamento finanziario; Johanna divenne, a tutti gli effetti, la principale assistente della madre, e insieme iniziarono a vedere quadri raffiguranti fiori. L’attività crebbe fino a garantire a Maria Sybilla una discreta rendita e, ben più importante, la fama di erudita e scienziata.

Nel 1699, Maria Sybilla ottenne dalla città di Amsterdam il permesso di viaggiare in Sud America, nel Suriname, il paese con cui il genero Jakob intratteneva i suoi commerci: salpò insieme alla figlia minore Dorothea e là rimase per due anni, documentando con i suoi disegni la flora e la fauna locale. Maria Sybilla trascorse i suoi due anni in Sud America come osservatrice indipendente, non affiliata a nessun finanziatore o istituto di ricerca; criticò la mentalità chiusa dei coloni, interessati solo alla ricchezza derivante dallo zucchero, e condannò la pratica della schiavitù. Il frutto del suo lavoro venne poi pubblicato nell’opera Metamorphosis Insectorum Surinamensium, la Metamorfosi degli insetti del Suriname.

L’eredità di una pioniera

Tornata ad Amsterdam, aprì un negozio dove vendeva i suoi disegni e i campioni che aveva raccolto in Sud America. Nel 1715, però, un infarto le provocò una semiparalisi che infine la portò alla morte nel 1717. Sua figlia Dorothea raccolse i suoi appunti e le sue osservazioni e le pubblicò in un’opera a lei dedicata, Erucarum Ortus Alimentum et Paradoxa Metamorphosis.

Il lavoro condotto da Maria Sybilla Merian fu pionieristico sotto molto aspetti. In primo luogo, il suo interesse per gli insetti era inusuale, in quanto queste creature erano spesso considerate “bestie di Satana” e come tale non adatte a un oggetto di studio. In secondo luogo, dal momento che le leggi in vigore non permettevano alle donne di usare la pittura ad olio, Maria Sybilla dipingeva usando l’acquarello e il guazzo, raggiungendo risultati notevoli. Terzo, le sue prime opere vennero pubblicate in tedesco, la lingua “del popolo”, anziché nella lingua della scienza, il latino, raggiungendo una certa notorietà tra il pubblico borghese e interessato amatorialmente alla scienza.

Quando poi la donna imparò il latino, riuscì con le sue pubblicazioni a consolidare la sua reputazione di ricercatrice anche presso i circoli di scienziati. Il suo viaggio in Sud America fu a sua volta un’anomalia e un’esperienza all’avanguardia: la maggior parte dei viaggi in terre lontane veniva finanziata per perseguire scopi puramente economici, mentre quella di Maria Sybilla fu una vera e propria esplorazione a carattere scientifico.

Il suo ritratto, realizzato da Jacobus Houbraken su un disegno di Georg Gsell (suo genero, marito della figlia Dorothea) nel 1710, riassumeva tutte queste caratteristiche: una pila di libri a rappresentare il suo status di scienziata, uno stemma a sottolineare le sue origini pregiate, i dipinti come simbolo del suo lavoro e un mappamondo a enfatizzare i suoi successi.

A cura di Chiara Saibene.